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L'ex agente Chauvin chiede un nuovo processo dopo la condanna per la morte di George Floyd

Il legale di Chauvin contro la spettacolarizzazione del caso: "Non ha avuto un processo equo a causa della troppa pubblicità intorno alla vicenda"

Derek Chauvin in aula
Derek Chauvin in aula

globalist Modifica articolo

5 Maggio 2021 - 09.40


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Il processo a carico dell’ ex agente Derek Chauvin per la morte dell’afroamericano Floyd lo scorso maggio potrebbe terminare con una pena fino a 40 anni di prigione per lui.
L’ex poliziotto bianco condannato per l’omicidio dell’afro-americano George Floyd, ha chiesto un nuovo processo adducendo la motivazione di cattiva condotta da parte della giuria e dell’accusa.
Il suo avvocato, Eric Nelson, ha sostenuto che il suo cliente non ha avuto un processo equo a causa della pubblicità intorno al caso, degli errori del tribunale e dell’accusa, così come della “pressione basata sulla razza” sulla giuria. 
“La pubblicità qui era così pervasiva e così pregiudizievole prima e durante questo processo che equivaleva a un difetto strutturale nel procedimento”, ha scritto Nelson.     
Gli esperti legali hanno detto che l’avvocato difensore di Chauvin potrebbe potenzialmente usare la foto del giurato Brandon Mitchell come motivo per appellarsi al verdetto, anche se la questione non è stata menzionata nella memoria presentata oggi. 
Nella foto, Mitchell, un uomo nero di 31 anni, indossa una maglietta con un’immagine del leader dei diritti civili Martin Luther King Jr, con su scritto “Get Your Knee Off Our Necks” e le lettere “Blm” per Black Lives Matter.

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