L’arroganza di Israele: “Il tribunale Internazionale non può indagare sui crimini nei territori”

E' quanto ha annunciato l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu, al termine delle consultazioni con il ministro della Difesa, Benny Gantz

Benny Gantz

Benny Gantz

globalist 8 aprile 2021
Continua l'arroganza sfaccia di Israele che ora non riconosce l'autorità del Tribunale Penale Internazionale e quindi non coopererà con la sua inchiesta sui suoi presunti crimini di guerra commessi nei Territori Palestinesi.
E' quanto ha annunciato l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu, al termine delle consultazioni con il ministro della Difesa, Benny Gantz, del ministro della Giustizia, Avichai Mandelblit, ed altri esponenti del governo alla vigilia della scadenza del termine per la risposta alla lettera di notifica del Tribunale.
"Israele è uno stato governato dallo stato di diritto che si controlla da solo", prosegue la dichiarazione dell'ufficio del premier, anticipando quanto sarà riferito nella lettera al Tribunale che all'inizio di marzo ha ufficialmente avviato l'apertura dell'inchiesta su crimini di guerra commessi a partire dal 2014, sia da parte israeliana che da parte palestinese.
"Nella lettera, Israele rifiuterà in modo netto l'accusa di aver commesso crimini di guerra - prosegue la dichiarazione- Israele ribadisce la sua ferma posizione sul fatto che la Corte dell'Aja non ha l'autorità per aprire inchieste del genere".
Lo scorso febbraio i giudici del Tribunale hanno stabilito di avere giurisdizione sui Territori occupati da Israele, Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est, diventati membri del Tribunale nel 2015. Israele, che non ha mai riconosciuto il Tribunale penale internazionale, si è opposto a questa decisione.