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I repubblicani approvano in Georgia una legge elettorale che penalizza le minoranze: proteste

Il governatore Brian Kemp vuole imporre restrizioni al voto e uso di documenti identificativi che sfavorisce i più poveri e gli afroamericani. Le organizzazioni per i diritti civili hanno fatto causa

Il governatore repubblicano della Georgia Brian Kemp firma la controversa legge elettorale
Il governatore repubblicano della Georgia Brian Kemp firma la controversa legge elettorale

globalist

26 Marzo 2021 - 17.55


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Il tentativo di creare meccanismi per impedire che la Georgia (come è accaduto alle ultime presidenziali) possa far prevalere un candidato democratico. 
Mentre in piazza ci son le proteste gruppi per i diritti civili hanno fatto causa alla Georgia per la nuova legge elettorale, approvata dalla maggioranza repubblicana e firmata dal governatore Brian Kemp, accusata di voler imporre restrizioni all’accesso al voto. 
Nel ricorso di New Georgia Project e del Black Voters Matter Fund si afferma che la legge viola il Voting Rights Act del 1965, la storica legge per la fine della discriminazione elettorale, e il 14esimo emendamento della Costituzione.
Secondo i gruppi per i diritti civili la legge – che prevede limitazioni al voto per posta e richiedere l’uso di documenti identificativi – impone “un peso non giustificato” che ricade in modo sproporzionato sugli elettori di colore, i giovani, ed i cittadini più poveri e disabili. Tra le misure della legge anche quella che vieta di portare cibo ed acqua alle persone in fila per votare. 
Nel firmare la legge, che i democratici denunciano come un tentativo dei repubblicani di evitare la massiccia affluenza alle urne degli afroamericani che ha portato alle vittorie dem in Georgia a novembre, il governatore Kemp ha detto che questa garantirà elezioni “sicure, accessibili ed eque”.
Ma il governatore insieme al segretario di Stato, Brad Raffensperger, hanno sempre respinto nei mesi scorsi le accuse di Donald Trump riguardo a presunte irregolarità e brogli elettorali, riaffermando in numerosi sedi l’integrità del processo elettorale. La Georgia è il primo di una lunga lista di stati a guida repubblicana che stanno approntando ed approvando leggi per limitare il ricorso all’early vote.

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