Il caso McCarrick, ossia i guasti del clericalismo tra pedofilia, Kgb e Fbi
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Il caso McCarrick, ossia i guasti del clericalismo tra pedofilia, Kgb e Fbi

C'è di tutto nella storia del cardinale statunitense 'spretato' da Francesco: dagli abusi allo spionaggio. Si nasconde, per tutelare l’istituzione ignorando che le vittime sono parte, carne della Chiesa

Giovanni Paolo II e il cardinale McCarrick
Giovanni Paolo II e il cardinale McCarrick
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Riccardo Cristiano Modifica articolo

12 Novembre 2020 - 16.06


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1953. Il rapporto Krusciov sui crimini dello stalinismo, come tutti sanno, doveva rimanere segreto. Ai segretari dei “partiti fratelli”, quando gli venne letto, non fu consentito neanche di prendere appunti. Con il rapporto sul caso McCarrick non è andata così. E’ stato divulgato e accompagnato da una lettera del Segretario di Stato vaticano, che indica nella conversione dei cuori la finalità. Dunque siamo davanti a un testo che apre le finestre e cambia la storia. Ma di quale storia parliamo?

Le giovani vittime di McCarrik venivano chiamate “i nipoti”, e per tutti loro lui era lo “zio”. “Uno dei sacerdoti segretari di McCarrick a Metuchen – la diocesi dove è stato vescovo prima che Giovanni Paolo II lo promuovesse alla guida della diocesi di Washington- ha dichiarato che McCarrick teneva cinque cene al mese presso la residenza del vescovo, a cui solitamente partecipavano due coppie (potenziali donatori o persone influenti), il sacerdote segretario, un altro sacerdote della Diocesi e un nipote” (che era o un membro adulto di una delle famiglie cattoliche di New York o un seminarista scelto). Il sacerdote ex segretario ha dichiarato: Cera sempre uno dei nipoti a queste cene. E le cene erano sempre cinque volte al mese. Se qualcuno annullava, dovevi trovare un sostituto.” Ha spiegato: Era molto orchestrato, molto puntuale. Cocktail, cena, chiacchiere e accompagnarli alla porta entro un paio dore. E poi lui e il nipote andavano nei suoi alloggi e quella era la fine della serata.

” Riguardo ai nipoti”, il sacerdote segretario ha affermato: Erano tutti adulti. O andavano al college o lavoravano. Impegnati. Quindi andavano via presto la mattina. Prendevano il treno e partivano presto per andare al lavoro.” Il sacerdote-segretario, a cui non fu mai chiesto di dormire con McCarrick, ha dichiarato che, sebbene fosse ovvio che dormivano insieme”, egli non lesse ciò” come sessuale e non sentì mai parlare di intimità fisica” durante questo periodo. Il sacerdote ha attribuito questa incapacità di leggere la situazione alla sua ingenuità giovanile: Ho pensato semplicemente che fosse un tipo di cosa da maschi, da migliori amici. . . . In un certo senso non potevo immaginare che stesse accadendo qualcosa di sbagliato. Il Vescovo è una figura speciale. . . . [e] non mi passò per la testa che potesse esserci qualcosa di strano in corso.”

Non è stata adeguata la lettura del drammatico rapporto divulgato dalla Segreteria di Stato Vaticana sulla drammatica vicenda del cardinale McCarrick, rimosso dal Sacro Collegio da Papa Francesco e ricondotto allo stato di laico. Per capire perché a mio avviso la lettura non sia stata adeguata bisogna però sapere cosa ci sia nel rapporto. Una prima parte molto importante riguarda la storia della carriera del cardinale, una storia molto problematica da quando venne promosso da Giovanni Paolo II: “LArcivescovo McCarrick fu nominato a Washington alla fine del 2000 e creato Cardinale allinizio del 2001. La documentazione evidenzia che Papa Giovanni Paolo II prese personalmente la decisione di nominare McCarrick e lo fece dopo aver ricevuto il parere di diversi consiglieri di fiducia su entrambe le sponde dellAtlantico.

Al momento del suo trasferimento a Washington, le accuse contro McCarrick rientravano generalmente in quattro categorie:

(1) Prete 1, della Diocesi di Metuchen, affermò che nel giugno 1987 aveva notato lattività sessuale di McCarrick con un altro sacerdote e che McCarrick tentò di fare lo stesso con lui in seguito quellestate;

(2) una serie di lettere anonime, inviate alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, al Nunzio Apostolico e a vari Cardinali negli Stati Uniti negli anni 1992 e 1993, accusavano McCarrick di pedofilia con suoi nipoti”;

(3) si sapeva che McCarrick avesse condiviso il letto con giovani uomini adulti nella residenza del Vescovo a Metuchen e Newark;

(4) si sapeva che McCarrick avesse condiviso il letto con seminaristi adulti in una casa al mare sulla costa del New Jersey.

 

Queste accuse furono riassunte, in termini generali, in una lettera del 28 ottobre 1999 del Cardinale OConnor, Arcivescovo di New York, al Nunzio Apostolico, e poco dopo furono comunicate a Papa Giovanni Paolo II.

Le informazioni sulla condotta di McCarrick portarono alla conclusione che sarebbe stato imprudente trasferirlo da Newark a unaltra Sede, e ciò in tre occasioni, vale a dire per Chicago (1997), per New York (1999/2000) e, in un primo momento, per Washington (luglio 2000). Tuttavia, nellagosto/settembre 2000, Papa Giovanni Paolo II cambiò idea, giungendo infine alla decisione di nominare McCarrick a Washington nel novembre 2000. Le ragioni principali di tale cambiamento da parte di Giovanni Paolo II sembrano essere state le seguenti:

Su richiesta di Giovanni Paolo II, da maggio a giugno 2000, S.E. Mons. Montalvo, Nunzio negli Stati Uniti, interpellò per iscritto quattro Vescovi del New Jersey allo scopo di stabilire se le accuse contro McCarrick fossero vere. Le risposte dei Vescovi allinchiesta confermarono che McCarrick aveva condiviso il letto con giovani uomini, ma non indicavano con certezza che McCarrick avesse tenuto una qualche cattiva condotta sessuale. Ciò che si sa ora, grazie alle indagini compiute per la preparazione del Rapporto, è che tre dei quattro Vescovi americani fornirono alla Santa Sede informazioni non accurate e, inoltre, incomplete circa la condotta sessuale di McCarrick con giovani adulti. Queste informazioni inesatte sembrano aver probabilmente influenzato le conclusioni dei consiglieri di Giovanni Paolo II e, di conseguenza, dello stesso Giovanni Paolo II.

Il 6 agosto 2000, McCarrick scrisse una lettera a S.E. Mons. Dziwisz, segretario particolare del Papa, con la quale intendeva confutare le accuse formulate dal Card. OConnor. Nella lettera, che venne portata al Papa, McCarrick affermò: nei settanta anni della mia vita, non ho mai avuto rapporti sessuali con alcuna persona, maschio o femmina, giovane o vecchio, chierico o laico, né ho mai abusato di unaltra persona o lho trattata con mancanza di rispetto.” La negazione di McCarrick fu creduta e si ritenne che, se le accuse contro di lui fossero state rese pubbliche, McCarrick sarebbe stato in grado di confutarle facilmente.

Al momento della nomina di McCarrick, oltre alla natura circoscritta della precedente indagine della Santa Sede, questultima non aveva mai ricevuto alcuna notizia diretta da parte di una qualche vittima, maggiorenne o minorenne, su uneventuale cattiva condotta di McCarrick. Per tale motivo, i sostenitori di McCarrick potevano plausibilmente definire le accuse contro di lui come pettegolezzi” o voci.”

Prete 1, unica persona allepoca che denunciò una cattiva condotta sessuale da parte di McCarrick, fu considerato un informatore inaffidabile, anche perché lui stesso aveva precedentemente abusato di due adolescenti. Inoltre, la Santa Sede non ricevette mai alcuna dichiarazione firmata da Prete 1 riguardante le sue accuse contro McCarrick.

Sebbene McCarrick avesse ammesso che la sua condivisione di letto con seminaristi nella casa al mare era stata imprudente”, egli insistette sul fatto di non essersi mai coinvolto in una condotta sessuale e che le affermazioni del contrario, comprese le lettere anonime, dovevano classificarsi come pettegolezzi calunniosi e/o motivati politicamente. Sebbene manchino prove dirette, in base agli elementi acquisiti, sembra potersi presumere che la passata esperienza di Giovanni Paolo II in Polonia, relativa al ricorso a false accuse contro i Vescovi per minare il ruolo della Chiesa, abbia inciso sulla sua inclinazione a dare credito alle smentite di McCarrick.” Il difficile capitolo relativo all’epoca di Giovanni Paolo II continua e poi si arriva al pontificato successivo, quello di Benedetto XVI, dove spicca questo passaggio: “ Verso la fine del Pontificato di Benedetto XVI, Prete 3, un altro sacerdote di Metuchen, informò il Nunzio Viganò dellintroduzione della propria causa legale, affermando che nel 1991 cerano stati rapporti sessuali espliciti tra lui e McCarrick. S.E. Mons. Viganò scrisse al Card. Ouellet, il nuovo Prefetto della Congregazione per i Vescovi, nel 2012 e Ouellet gli diede istruzioni per compiere certi passi, incluso quello di fare uninchiesta con specifici Officiali diocesani e con Prete 3, allo scopo di determinare se le accuse erano credibili. S.E. Mons. Viganò non fece questi passi e, di conseguenza, non si mise mai nelle condizioni di accertare la credibilità di Prete 3. McCarrick continuò a rimanere attivo, viaggiando a livello nazionale e internazionale.”

Non è evidente che tanti, proprio tanti, sapessero, che il Viganò, il grande accusatore di Francesco, sapesse più di tanti altri e da tanto tempo e non fece. E che pochi, pochissimi, abbiano parlato? Proprio la figura del “grande accusatore” può aiutarci a capire l’idea che potrebbe non essere stata esclusa da Giovanni Paolo II: venendo da quella ex cortina di ferro dove “la vita degli altri” era scritta da “grandi accusatori” per i fini che tutti sappiamo, può aver seguito, o seguito “anche”, parametri “polacchi”, come escluderlo. Non è proprio “il grande accusatore” la traduzione di questo pensiero? Ma tanti altri?  E i pochi accusatori non ascoltati?

 

Ma il rapporto non presenta soltanto, entrando anche in molti altri ambiti, le omertà, le reticenze. Illustra anche le sofferenze, quelle di cui ha parlato Papa Francesco dicendosi vicino a tutte le vittime. Padre 1 e Madre 1 sono altre figure importanti del rapporto. Loro sono avvicinati dal McCarrick, che si è introdotto a casa loro, ha catturato la loro fiducia, per poi predare i loro figli. Ecco un passaggio sconvolgente del testo che li riguarda:  “Nel corso delle sue visite, McCarrick intratteneva la famiglia con storie sulle sue attività e, in occasioni speciali, teneva banco” seduto in una poltrona della casa, chiamando i bambini uno alla volta per dare loro oggettini portati dai suoi viaggi. Su sua richiesta (a volte insistente), i bambini iniziarono a chiamare McCarrick Zio”. Gli adulti si davano del tu, e i genitori chiamavano McCarrick Padre Ted”. Ogni tanto, McCarrick celebrava Messa e confessava nella casa della famiglia. McCarrick iniziò, inoltre, a portare in casa altri ragazzi cattolici in visita, e quei ragazzi raccontavano entusiasticamente di quanto si fossero divertiti in occasione di gite di due giorni con lui. Dopo aver conosciuto meglio la famiglia, McCarrick inizio a portare i figli di Madre 1, più grandi e oltre la pubertà, in viaggi o gite di due giorni presso canoniche, dove li presentava come suoi nipoti.’” I figli di Madre 1 erano molto contenti di partire per questi viaggi, dati i racconti che essi avevano ascoltato dagli altri ragazzi che McCarrick aveva portato a casa.

Mentre Padre 1 era al settimo cielo” per il rapporto sempre più stretto della famiglia con McCarrick e non si è mai comportato come se avesse visto qualcosa di sbagliato in Ted o nel suo comportamento”, Madre 1 iniziò a percepire che McCarrick aveva uno strano interesse per i ragazzi” e nessun interesse per le ragazze.” Madre 1 ha anche osservato che McCarrick toccava o carezzava i ragazzi in un modo che avvertiva come inappropriato.

Madre 1 ha descritto un episodio dei primi tempi, quando McCarrick iniziava a conoscere la famiglia, che la indusse a sospettare che McCarrick costituisse una minaccia per i suoi figli:

Ora le racconto una storia. C’è stato un giorno in cui Ted era ospite a casa e io ero in cucina a preparare la cena. E sono uscita dalla cucina e cera Ted seduto sul divano. E lui aveva uno dei miei figli su entrambi i lati e teneva una mano su entrambi. Sul rispettivo interno coscia. Stava massaggiando il loro interno coscia. Una mano sulla coscia di uno e una mano sulla coscia dellaltro. Era più che strano. Era anormale. Ho quasi fatto cadere il piatto di stufato che tenevo in mano. E mio marito era seduto proprio davanti a lui su una sedia e sembrava ignaro del comportamento di Ted. E quando sono arrivata allingresso dalla cucina e ho visto quello che stava accadendo, sono quasi svenuta. Ero scioccata e ho davvero sentito di stare per collassare per quello a cui stavo assistendo.”

 

Tutto questo però presenta solo il volto più noto di questa “distorsione”. C’è un altro aspetto che non sembra normale, ma forse lo è… Figura a pagina 33 del rapporto, alla nota 127: “Il profilo in ascesa di McCarrick attirò lattenzione della Federal Bureau of Investigation (FBI) e persino del KGB. Allinizio degli anni 80, un agente del KGB, che godeva di copertura diplomatica come vice capo della missione alle Nazioni Unite per lUnione Sovietica, avvicinò McCarrick, apparentemente per tentare di fare amicizia con lui. McCarrick, che inizialmente ignorava che il diplomatico fosse anche un agente del KGB, fu contattato da agenti dellFBI, che gli chiesero di operare come agente di controspionaggio rispetto alle attività del KGB. Sebbene McCarrick ritenesse che fosse meglio rifiutare tale coinvolgimento (in particolare perché era immerso nellorganizzazione della nuova Diocesi di Metuchen), lFBI insistette, contattando nuovamente McCarrick e incoraggiandolo a consentire lo sviluppo di un rapporto con lagente del KGB. Data la natura delicata della situazione, McCarrick riferì in dettaglio, circa la richiesta dellFBI, al Nunzio Laghi nel gennaio 1985, chiedendogli consiglio su come procedere. Laghi pensava che McCarrick non avrebbe dovuto essere negativo” riguardo alla possibilità di servire come risorsa dellFBI e in una nota interna descrisse McCarrick come qualcuno che sa come trattare con queste persone ed essere cauto” e che era abbastanza saggio da capire e non farsi prendere.” Non è chiaro, tuttavia,  se McCarrick alla fine abbia accettato la proposta dellFBI e nessun documento indica ulteriori contatti con lagente del KGB. In unintervista, lex direttore dellFBI, Louis Freeh, pur non avendo familiarità personale con lepisodio, ha affermato che McCarrick sarebbe stato un obiettivo di altissimo valore per tutti i servizi [di intelligence], ma in particolare quelli russi a quel tempo.”

 

Abbiamo toccato solo alcuni aspetti di una vicenda che indica con chiarezza il vero problema, cioè il clericalismo. E’ il clericalismo che riduce la Chiesa a Chiesa del clero e non Chiesa del Popolo di Dio. E’ il clericalismo che induce a nascondere, per tutelare l’istituzione  ignorando che le vittime sono parte, carne della Chiesa. E’ insomma un’altra Chiesa quella che può fondarsi su questo rapporto. Una Chiesa di Popolo e del Popolo, non più proprietà di alcuni. Non sono dunque i cambiamenti conciliari che hanno portato a comportamenti orribili, ma una cultura basata sul “prestigio terreno” e sul silenzio. Se Giovanni Paolo II fu determinante per superare nell’est un’idea di “Chiesa del silenzio” oggi Francesco è l’architrave di una Chiesa globale che si riprende la parola, e ripudia il silenzio. Quando i processi canonici considereranno le vittime di abusi parti e membra della Chiesa come i rei, o presunti tali, sarà un altro giorno. E quel giorno cambierà anche tante altre cose. Un passaggio di una dei tantissimi allegati fa capire il senso di questa visione. Eccolo, risale al 2006 e proviene dal Vaticano, indirizzato al nunzio del tempo: “Non essendo escluso il rischio che la stampa possa in futuro, più o meno lontano, parlarne, mi sembra conveniente che si dica al Cardinale McCarrick:

a) non è opportuno che egli risieda nel Seminario neo-catecumenale. Se apparissero sulla stampa le notizie contenute nellesposto del [Prete 1] o altre voci già circolate, il fatto che il Cardinale risieda in un Seminario sarebbe giudicato male dallopinione pubblica e qualcuno potrebbe dubitare della prudenza dei Superiori nel tollerare;

b) bisogna che il Cardinale McCarrick decida di condurre una vita riservata e di preghiera, così da non far parlare di sé.”

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