Trump sta cercando di usare la Corte Suprema per non rendere pubblica la sua dichiarazione dei redditi

Non è la prima volta: l'anno scorso, con un'opinione approvata da 7 giudici con due contrari, non fu accolto l'argomento che il presidente ha piena immunità nei confronti di ogni procedimento.

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globalist 13 ottobre 2020
Per la seconda volta l'avvocato personale di Trump ha chiesto l'intervento della Corte Suprema per bloccare il procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance, che sta tentando di ottenere le dichiarazioni dei redditi relative ad otto anni del Presidente. La prima volta, avvenuta l'anno scorso, con un'opinione approvata da 7 giudici con due contrari, non fu accolto l'argomento che il presidente ha piena immunità nei confronti di ogni procedimento, ma si sottolineò che il presidente avrebbe potuto muovere altri argomenti in sedi giudiziarie di istanza minore.
Da allora sia la corte distrettuale che quella d'appello ha bocciato il ricorso di Trump, in cui si afferma che l'ingiunzione del grand jury è pregiudiziale e tesa solo a danneggiare il presidente. Presentando il ricorso alla Corte Suprema, viene bloccata l'applicazione della sentenza della corte d'appello che sosteneva l'obbligatorietà del rispetto dell'ingiunzione.