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Ancora razzismo in Cina, un McDonald's espone un cartello che vieta l'ingresso ai neri 'infetti'

È l'ennesimo episodio che avviene a Guagzhou, città industriale cinese dove nella comunità africana si stanno registrano alcuni casi di contagio

McDonald's
McDonald's

globalist

14 Aprile 2020 - 14.51


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Nella città di Guangzhou, in Cina, continuano i problemi di razzismo degli abtanti verso gli immigrati africani, accusati di essere portatori del virus che rischiano di far di nuovo precipotare la cina nell’incubo del lockdown. L’ultimo episodio riguarda McDonald’s, che si è scusata dopo che un video sui social media mostrava che in un ristorante della sua catena veniva impedito l’ingresso alle persone di colore. Un cartello che appariva nel video recitava: “Siamo stati informati che a partire da ora alle persone di colore non sarà consentito di entrare”. Il gigante del fast food ha comunicato che, dopo avere appreso la notizia, ha deciso la temporanea chiusura del ristorante.
La scorsa settimana, riferisce la Bbc, centinaia di africani sono stati cacciati dagli alberghi e dagli appartamenti nei quali vivevano dopo che online si erano diffuse voci relative al crescente contagio da coronavirus all’interno della comunità africana.
Guangzhou è un centro particolarmente importante per i mediatori di commercio africani che giungono in città per acquistare o vendere merci ed è anche la sede di una delle più numerose comunità africane in Cina. Il governo provinciale è intervenuto per placare le tensioni, definendo la Cina e l’Africa buoni amici, partner e fratelli. Il divieto di ingresso alle persone di colore, ha sottolineato McDonalds, è contrario ai “valori inclusivi” dell’azienda.

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