Bavaglio in Ungheria: i media pubblici devono chiedere il permesso per parlare di Greta e diritti umani

Uno scoop di Politico: nella lista degli argomenti 'sensibili' ci sono anche la migrazione, il terrorismo di estrema destra, le politiche europee e le questioni religiose

Greta Thunberg

Greta Thunberg

globalist 2 marzo 2020

Una notizia che ha dello sconvolgente: il giornale Politico ha scoperto, da alcune fonti anonime che hanno anche fornito degli screenshot di alcune mail come prova, che nell'Ungheria di Orban i giornalisti dei media pubblici devono chiedere il permesso per trattare di alcuni argomenti, tra cui spiccano Greta Thumberg e l'attivismo per i diritti umani. 

Politico riporta che le redazioni sono fornite di una lista di argomenti sensibili e che ogni articolo che li riguarda deve ricevere l'approvazione dall'alto. Addirittura, sostengono le fonti anonime, per quanto riguarda Greta Thumberg i giornalisti devono chiedere il permesso ancora prima di iniziare a scrivere. 
Politico spiega che i giornalisti con cui hanno parlato non hanno idea di chi abbia dato l'approvazione alle storie che sono uscite riguardo questi temi, ma sanno che molte altre sono state cassate. C'è addirittura un'espressione: gli articolo censurati sono 'caduti in battaglia'. 
Le email arrivano da alcuni redattori che lavorano per un'organizzazione che si occupa proprio della gestione notizie dell'agenzia di stampa ungherese Mti e di molte televisioni e radio. Tra gli altri argomenti banditi ci sono migrazioni, terrorismo di estrema destra, Bruxelles e questioni religiose, oltre che tutto ciò che ha a che fare con le politiche europee.