Della Catalogna indipendente ai fascisti franchisti: le capriole di Salvini in Spagna
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Della Catalogna indipendente ai fascisti franchisti: le capriole di Salvini in Spagna

Il capo della Lega pubblica una foto con Santiago Abascal, leader di Vox. Ossia gli ultranazionalisti che contestano la secessione catalana

Matteo Salvini e il leader di Vox Santiago Abascal
Matteo Salvini e il leader di Vox Santiago Abascal
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21 Settembre 2019 - 09.42


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Un tempo difendeva l’indipendenza della Catalogna. Ora è alleato con l’estrema destra nazionalista spagnola, un mix di franchisti e mezzi fascisti che sono i nemici giurati degli indipendentisti catalani.
Un altro capolavoro di trasformismo di Salvini, l’ex indipendentista e comunista padano ora nazionalista, l’ex leghista che tifava per la secessione catalana e che adesso sposa l’idea opposta.
“Felice di aver incontrato ieri a Roma l’amico Santiago Abascal, leader di Vox. Uniti nella difesa di storia, cultura e confini d’Europa. Dopo i fallimenti della sinistra, il 10 novembre gli spagnoli avranno la fortuna di poter votare e far sentire la propria voce, forza!”.
 Lo sui social Matteo Salvini, pubblicando una foto che lo ritrae con il leader del partito spagnolo di ultradestra.
Occorrono nuovi soggetti, basta vecchie formule
”Occorre coinvolgere nuovi soggetti, crescere, allargare, non basta fermarsi alle vecchie formule” Lo dice Matteo Salvini in un’intervista a Mf riferendosi all’ipotesi che per dare istanza alle richieste del Nord serva il ritorno del centrodestra unito.
”Il centrodestra -spiega- oggi governa in centinaia di Comuni e in molte Regioni. A livello locale condividiamo gli stessi programmi sullo sviluppo delle città, sul fatto che ordine, sicurezza e decoro sono un valore, così come crediamo che la modernità esiga dei sì alle infrastrutture, all’innovazione tecnologica, al supporto delle amministrazioni, alle esigenze del settore produttivo. È una buona base per costruire una proposta politica che abbia l’ambizione di tracciare una visione del Paese che guardi non ai prossimi mesi ma di qui a dieci, venti, trent’anni, ma occorre coinvolgere nuovi soggetti”.
E secondo il leader della Lega ”oggi la ricetta moderna, concreta, efficiente e valida per far crescere tutto il Paese si chiama autonomia, per premiare il merito e punire lo spreco e l’incapacità di pessimi politici. Occorre ridurre le distanze fra Nord e Sud, distanze che una gestione centralista e assistenzialista hanno purtroppo aumentato. Risentire parlare di Cassa del Mezzogiorno fa venire i brividi, soprattutto pensando ai disastri e agli sprechi del passato, ai danni dei cittadini del Sud e del Nord insieme. Rispetto a vent’anni fa il potere si è spostato in gran parte a Bruxelles, Berlino e Parigi, per cui l’Italia vince tutta insieme. In queste settimane è chiaro che all’estero qualcuno ha lavorato per riportare l’Italia in uno stato di sudditanza, e con questo governo sperano che sia ricominciata la pacchia. Guardate gli sbarchi che ripartono, siamo alla follia! Ma, se credono che gli italiani resteranno a guardare, si sbagliano e il 19 ottobre se ne accorgeranno”.

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