Sulla Alan Kurdi fame e cibo razionato: "Abbiamo bisogno di un porto sicuro"
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Sulla Alan Kurdi fame e cibo razionato: "Abbiamo bisogno di un porto sicuro"

La nave della Ong tedesca con 64 persone a bordo, tra cui donne e bambini denuncia l'Italia; "Voleva separare le famiglia in dispregio della dichiarazione universle dei diritti dell'uomo".

Migranti sulla Alan Kurdi di Sea Eye
Migranti sulla Alan Kurdi di Sea Eye
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6 Aprile 2019 - 08.19


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Alla ricerca di umanità: nuovo appello dell’Ong Sea Eye perché venga individuato il prima possibile un porto sicuro per la Alan Kurdi, la nave dell’organizzazione a cui è stato impedito lo sbarco a Lampedusa. “Il nostro equipaggio si sta prendendo cura degli ospiti sulla Alan Kurdi – si legge in un tweet -. Il cibo è razionato per tutti. Un sacco di gente è costretta a dormire sul ponte. Il tempo sta peggiorando significativamente. Abbiamo bisogno di un rifugio sicuro ora”.

Il racconto della giornata

Un’altra vergogna è andata in onda graze al governo xenofobo gialloverde, nel quale M5s accusa la Lega di essersi spostata troppo a destra ma rimane complice e parte attiva in tutte le politiche disumane.
La nave “Alan Kurdi” della ong tedesca Sea-Eye, con 64 migranti soccorsi nel Mediterraneo, è in viaggio per Malta: “E’ il rifugio più vicino e la nave avrà bisogno di protezione dalle intemperie, acqua potabile e possibilmente cibo durante il fine settimana. E Malta non aveva mai insistito per separare le famiglie”, spiega la ong in un comunicato stampa pubblicato su Twitter.
Ripercorrendo le tappe della vicenda, Sea-Eye ricorda che la decisione delle autorità italiane di evacuare solo due bambini e le loro madri contrasta con l’articolo 16 della Dichiarazione universale dei Diritti umani dell’Onu che afferma che “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”. L’organizzazione aveva infatti chiesto il permesso di sbarcare due interi nuclei familiari, in totale 6 persone ma, al diniego ricevuto, entrambe le famiglie avevano espresso il desiderio di non essere separate l’una dall’altra e quindi di restare sulla “Alan Kurdi”.
“L’Italia non ha rispettato gli obblighi di protezione e ha strumentalizzato politicamente le famiglie: non c’era alcuna ragione obiettiva per insistere sulla separazione delle famiglie”, scrive ancora la ong.
Per Gorden Isler, portavoce di Sea-Eye, “Matteo Salvini non ha solo umiliato i soccorsi: sfrutta tutto e tutti per ottenere il massimo vantaggio politico possibile da questa situazione. E il fatto che ci riesca è dimostrato anche dalle numerose mail di odio italiane che ci hanno raggiunto per due giorni”.

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