La lotta di Natashia, indigena, transgender e terremotata
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La lotta di Natashia, indigena, transgender e terremotata

Nella città di Juchitan, devastata dal sisma, nella società Zapotec c'è eguaglianza tra uomo e donna e c'è il ruolo dei muxe, ossia dei transgender

Natashia transgender Zapotec del Messico
Natashia transgender Zapotec del Messico
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9 Marzo 2018 - 21.49


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La distruzione causata dal massiccio terremoto messicano ha messo in luce le tradizioni indigene quasi matriarcali della città più colpita, con le donne e i “muxe”.

Situata nello stretto istmo del Messico, a circa 400 miglia (644 km) a sud-est della capitale, Città del Messico, la città di Juchitan è stata devastata dal terremoto di magnitudo 8,1 che ha fatto crollare migliaia di edifici provocando molti morti.

In netto contrasto con il macho messicano, la società dominata dagli uomini, i viaggiatori che sono andati in quell’area avevano notato fin dal 1800 la relativa uguaglianza tra uomini e donne di etnia Zapotec, così come l’importanza dei muxe, Zapoteciani nati biologicamente maschi che mescolano identità gay e femminile.
Nella foto Natashia, indigena Zapotec, trangender, ossia muxe, nella sua casa devastata dal terremoto

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