La polizia colombiana ha messo a segno il più grosso sequestro di cocaina della sua storia, infliggendo un colpo durissimo al Clan del Golfo, il cartello di narcotrafficanti più potente del Paese, che secondo l’Onu è il primo produttore mondiale di questo stupefacente.
Gli agenti delle unità antidroga hanno sequestrato un carico di dodici tonnellate di cocaina che avrebbero reso al cartello di narcos circa 360 milioni di dollari.
A dare l’annuncio dell’operazione, la più importante nella quarantennale lotta dello Stato colombiano ai trafficanti di droga, è stato il presidente della repubblica, Juan Manuel Santos, che ha rivelato che l’operazione è stata condotta in una zona di produzione di banane nel distretto di Antioquia, nel nord ovest del Paese.
”Con questo sequestro – ha detto Santos – abbiamo superato il totale di quelli dello scorso anno, 362 tonnellate contro i 317 del 2016”.
Un comunicato della polizia colombiana ha rivelato che l’operazione è stata condotta con 400 agenti delle unità antidroga in quattro proprietà nelle città di Chigorodo e Carepa, dove la droga era stata nascosta sotto terra.
Stando agli investigatori, la droga apparteneva al capo del Clan del Golfo, Dairo Antonio Usuga, alias Otoniel, oggi l’uomo più ricercato in Colombia.
Il cartello, formato da ex paramilitari di estrema destra, in settembre aveva annunciato di essere pronto a consegnarsi alla polizia, che da due anni ha scatenato una feroce caccia agli uomini del Clan.
Il cartello ha contato fino a quattromila affiliati, oggi ridottisi a circa 1.800 dopo gli arresti che ne hanno decimato le file.
Secondo l’Onu, in Colombia oltre 146 mila ettari sono usati per la colture della foglie di coca, ingrediente base della cocaina.