Montano i mal di pancia in casa repubblicana verso Donald Trump ed il modo con cui ritiene di interpretare il suo ruolo, dentro e fuori gli Stati Uniti.
Da tempo, in seno ai repubblicani, i malumori stanno crescendo verso un presidente che sembra non avere in grande considerazione per quello che pensa il partito che, bene o male, lo ha portato alla Casa Bianca. E di questi malesseri si sono fatti portavoce due senatori repubblicani, che hanno attaccato, a fondo e con violenza, Trump.
Con un discorso pronunciato con enfasi in senato, il repubblicano Jeff Flake ha attaccato il modo di governare del capo della Casa Bianca, definendolo ”sconsiderato, scandaloso e indegno”.
Un modo di governare, ha detto il senatore dell’Arizona che ha già annunciato che non si ricandiderà alle elezioni del prossimo anno, che minaccia di ridurci ad un popolo ”spaventato e arretrato”. ”Io – ha scandito Flake – non sarò complice, nè resterò in silenzio”.
Parole dure, ma niente a confronto con quelle di un altro senatore che non si ricandiderà, nella prossima tornata elettorale in Tennessee, Bob Corker, che ha accusato Trump di essere un bugiardo e di avere nuociuto gravemente all’immagine internazionale degli Stati Uniti. ”Il presidente – ha detto Corker – ha un grosso problema con la verità”, aggiungendo che ”è incredibile. Purtroppo, i dirigenti internazionali sono perfettamente consapevoli del fatto che ciò che sta dicendo è sbagliato”. Lui, ha aggiunto il senatore del Tennessee, ”distrugge intenzionalemente le relazioni che intratteniano nel mondo e che solo utili al nostro Paese. Non capisco perché si abbassi ad un tale livello e danneggi il nostro Paese”.
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