La polizia: chiediamo scusa ai catalani per le violenze del primo ottobre
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La polizia: chiediamo scusa ai catalani per le violenze del primo ottobre

El Periodico ha pubblicato la lettera di un gruppo di funzionari che ha criticato gli ordini del governo, ma anche alcuni eccessi dei manifestanti

Gli scontri in Catalogna durante il referendum
Gli scontri in Catalogna durante il referendum
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5 Ottobre 2017 - 20.58


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Un gruppo di quadri della polizia nazionale che hanno partecipato alle sgomberi dei seggi elettorali domenica scorsa ha deciso di rompere il silenzio per esprimere il disagio su quello che era successo e chiedere scusa ai catalani.
Non solo: i funzionari hanno criticato la sbagliata direzione della leadership politica che ha “condannato al disastro” le operazioni di polizia e denunciato la” sleale “disobbedienza dei Mossos.
Il testo è firmato, come detto, da una serie di funzionari i cui nomi sono stati coperti dal quotidiano El Periodico per evitare procedimenti disciplinari.
E’ scritto nella lettera: “Ci scusiamo, non per il nostro lavoro, ma per il danno che un intervento politicamente scorretto ha causato nel tessuto sociale a cui apparteniamo. Presentiamo le nostre scuse più profonde per gli eccessi che si sono verificati, ribadendo che l’essenza stessa dei catastrofici ordini che ci sono stati dati ha comportato inevitabilmente scene del genere”
I firmatari hanno espresso la loro “sdegno per l’incompetenza, la pigrizia e la mancanza di conoscenza in materia di sicurezza e per quanto riguarda la situazione sociale in Catalogna, che soffre l’attuale governo spagnolo a cui ai funzionari attribuiscono incompetenza e codardia che sta costando molto caro alla polizia nazionale e alle guardia civil che difendono “l’ordine costituzionale in Catalogna”.
Per fermare il referendum non c’era bosogno di violenza, hanno aggiunto: sarebbe bastato entrare in azione all’alba e impedire l’ingresso delle persone nei collegi elettorali: non è la stessa cosa entrare in locali pieni di gente o impedirne l’accesso con una resistenza passiva.
I funzionari della polizia nazionale hanno però anche criticato i manifestanti: le immagini hanno evidenziato gli eccessi di alcuni di noi per i quali ci saranno conseguenze disciplinari e penali. Ma non hanno fatto vedere gli insulti e le azioni contro di noi. Né è stato evidenziato il fatto che i dimostranti hanno messo anziani e bambini nelle prime file per impedirci di agire.
Il dibattito è aperto. Il primo ottobre del 2017 non sarà comunque una data fausta per il governo di Madrid, anche se dovesse essere impedita l’indipendenza.

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