Madrid-Barcellona alla resa dei conti: impediremo il colpo di Stato
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Madrid-Barcellona alla resa dei conti: impediremo il colpo di Stato

Il governo centrale dice che il referendum è già annulato. I catalani replicano: andremo avanti. Preoccupazione per incidenti e scontri

Indipendentisti catalani
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30 Settembre 2017 - 19.20


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L’ambasciatore spagnolo a Londra, Carlos Bastarreche, lo ha definito un colpo di stato lento e a basso costo. Ma pur sempre un colpo di Stato. Parole pesantissime.
Così a poche ore dal referendum continua il duello Madrid-Barcellona. Per il portavoce del governo centrale: “Voto già annullato”. Smentisce il suo omologo catalano: “domenica si voterà”. Intanto la polizia ha messo alla maggior parte dei seggi. Allo stesso tempo centinaia di catalani hanno occupato 163 scuole per impedire che vengano sigillate da Madrid. In tanti sono scesi in piazza a Barcellona per manifestare contro la secessione della Catalogna.
Il portavoce del governo catalano, il ministro alla presidenza Jordi Turull, ha detto che il blitz della Guardia Civil al centro delle telecomunicazioni catalano Ctti “non ferma la logistica” del referendum. “Che tutti stiano tranquilli, domani si voterà”, ha affermato.
L’Assemblea nazionale e la piattaforma Escoles Obertes hanno convocato ai seggi alle 5 del mattino i cittadini a cui non sarà concesso dormire nelle scuole in vista del referendum. Pubblicate anche le ultime raccomandazioni: “Nel caso in cui trovino la loro scuola chiusa, gli elettori restino fermi davanti alla porta finché non potranno entrare” e, in caso di presenza di polizia, “mettano in atto una resistenza pacifica”.
Finora si contano 163 scuole occupate, in Catalogna, da persone che hanno organizzato attività ricreative per impedire che vi entrassero le forze di polizia in vista del referendum. I Mossos d’Esquadra hanno controllato 1.300 istituti scelti come seggi elettorali, rilevando che il 12% risulta occupato. I dati sono stati comunicati dalla prefettura. Le forze dell’ordine hanno informato gli occupanti che dovranno lasciare le strutture entro le 6 di domenica mattina. Il governo catalano ha previsto 6.249 seggi elettorali in 2.315 scuole in tutta la Catalogna, nonché un dispositivo di 7.235 persone per permettere a 5,3 milioni di catalani di votare al referendum sull’indipendenza della Catalogna, nonostante la sospensione disposta dalla Corte costituzionale.
Alla vigilia del referendum la polizia ha sigillato 1300 seggi. Lo ha reso noto il governo di Madrid. “Su 2.315 seggi, 1.300 sono stati sigillati dai Mossos d’Esquadra”, la polizia catalana. Lo ha riferito il rappresentante di Madrid in Catalogna, Enric Millo.
Il portavoce del governo spagnolo, Inigo Mendez de Vigo, ha fatto sapere che, con il blocco delle strutture del Centro per le Telecomunicazioni e le Tecnologie dell’Informazione (CTTI) della Generalitat da parte della Guardia Civile, “è stata colpita l’organizzazione del referendum illegale” organizzato per domani dal governo regionale catalano. Mendez de Vigo, parlando al Palazzo di La Moncloa, ha sottolineato che l’esecutivo sta seguendo nel dettaglio gli eventi in Catalogna alla vigilia del 1 ottobre e ha detto che il referendum “è stato già annullato dallo stato di diritto”.

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