La sfida di Guardiola: referendum legale, io ho votato per posta
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La sfida di Guardiola: referendum legale, io ho votato per posta

L'ex Barça ora allenatore del Manchester City: non si vota per l’indipendenza, ma per la democrazia

Guardiola con il presidente della Catalogna Carles Puigdemon
Guardiola con il presidente della Catalogna Carles Puigdemon
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globalist Modifica articolo

30 Settembre 2017 - 22.16


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In più occasioni e pubblicamente si era espresso a favore del referendum. E adesso è nuovamente uscito allo scoperto: «Io ho votato, per posta. Ma domani non si vota per l’indipendenza, ma per la democrazia».
Il catalano Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, non cambia idea a sostegno del referendum per l’indipendenza della Catalogna alla vigilia della giornata del voto che Madrid cerca di impedire. Per Guardiola, bisogna permettere alla gente di esprimersi: «È un giorno per la democrazia. Non chiediamo l’indipendenza, ma il permesso di votare. Il referendum è legale», ha detto a Londra dopo la vittoria sul Chelsea.
«Il popolo della Catalogna vuole che la gente parli, e non c’è miglior maniera per farlo», ha affermato ancora l’ex allenatore del Barcellona – come riporta sport.es – rispondendo alle tante domande sull’argomento che divide la Spagna, a poche ore dal giorno fissato dalle autorità catalane per la consultazione considerata illegale da Madrid.
«La gente dice che è illegale, però non lo è» ha detto ancora e a chi gli chiedeva se sarebbe andato domani in Catalogna per votare ha confermato che aveva già votato per posta. «Il parlamento catalano – ha concluso – vuole votare per vedere se le persone vivono la loro vita e il loro futuro in modo diverso. Le cose sono cambiate rispetto al secolo scorso».

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