Mentre Reporters sans frontieres condanna il “clima avvelenato” per la libertà di stampa in Catalogna, gli eletti nell’assemblea regionale della Catalogna accusano le istituzioni dell’Unione europea di ”sostenere l’intransigenza di Madrid sul diritto dei catalani di decidere del loro futuro”.
Raül Romeva, capo delle relazioni estere per il governo regionale catalano, in una conferenza stampa a Bruxelles, ha stigmatizzato il silenzio delle Istituzioni europee riguardo alle “azioni repressive” del governo spagnolo, che ha vietato il referendum per l’indipendenza, fissato per domenica.
“Quello che sta succedendo oggi in Spagna è un attacco molto grave alle Istitutuzioni democratiche”, ha dichiarato Romeva, secondo il quale la Commissione e il Parlamento europeo hanno un ruolo da svolgere in questa situazione, ”anche solo per garantire il rispetto dei diritti e dell’interesse generale dei cittadini dell’UE, inclusi i catalani”.
Finora, la Commissione europea ha sostenuto di considerare l’argomento come questione interna spagnola.
Per l’esponente catalano, l’atteggiamento dell’Unione europea, come fatto sinora ”non è neutrale. Questo è percepito dallo Stato spagnolo come sostegno alle sue azioni repressive”.
Raül Romeva ha pure ricordato che il governo di Mariano Rajoy, ”determinato a impedire ai catalani di pronunciarsi sul loro futuro politico”, ha proceduto all’arresto di membri del governo catalano e sta ostacolando il lavoro dei media. E davanti a questo, ha aggiunto, l’Europa non agisce,
“Come tutore dei trattati fondatori dell’Unione europea, la Commissione non può più dire che questa è una questione interna”, ha detto Romeva.
La Catalogna attacca la Ue: non può restare in silenzio davanti a quanto accade
Durissimo attacco alle Istituzioni europee dal capo delle relazioni esterne del governo di Barcellona: l'atteggiamento repressivo del governo di Rajoy non può essere ignorato.
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29 Settembre 2017 - 07.07
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