Se fosse vera solo la metà delle indiscrezioni sarebbe uno schifo assoluto. Ossia un presidente-miliardario che cerca di gettare fango su un investigatore (tra l’altro nominato da lui) che indaga sulle attività spregiudicate dell’attuale inquilino della Casa Bianca.
Alcuni degli avvocati che assistono il presidente Donald Trump stanno esplorando modi per limitare o minare l’inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sul cosiddetto Russiagate. Lo scrive il Washington Post citando fonti informate, secondo cui i legali di Trump starebbero inoltre esaminando i termini della facoltà del presidente di concedere amnistia.
Secondo il New York Times, componenti della squadra del presidente Trump, tra avvocati e collaboratori, stanno passando al setaccio il vissuto professionale e politico degli investigatori che collaborano con il procuratore Mueller alla ricerca di elementi che possano screditare l’inchiesta sul Russiagate.
Si tratterebbe, stando ancora al giornale, di ricerche a vasto raggio: dalla verifica su donazioni a candidati democratici, ai clienti passati, fino al rapporto dello stesso Mueller con l’ex direttore dell’Fbi James Comey il cui licenziamento da parte di Trump è anche oggetto delle indagini del procuratore speciale.
Intanto si è dimesso il portavoce della squadra di avvocati che assiste Trump. Lo scrive Politico citando fonti informate. Mark Corallo ha lasciato lascia l’incarico soltanto due mesi dopo averlo assunto, a causa della sempre maggiore frustrazione verso le lotte interne alla squadra di legali, stando alle indiscrezioni
Argomenti: donald trump