Non il solito “lupo solitario” più o meno disadattato e con un passato criminale. Ma una persona colta, laureata e – apparentemente- integrata.
L’attentatore di Notre Dame si chiama Farid Ikken, algerino, nato nel 1977 ed era arrivato nel marzo 2014 in Francia.
Nella sua abitazione sarebbe stato ritrovato stasera un video con il giuramento all’Isis e il proposito di commettere attentati. Secondo alcuni media francesi, l’uomo sarebbe un ricercatore, laureato in scienze sociali e dottorando in Francia. Avrebbe firmato diverse pubblicazioni e sarebbe sposato con una svedese.
Intervistata dai reporter di Le Figaro, una turista americana, Abigail, riferisce di aver “udito due detonazioni, sembravano colpi di arma da fuoco. Non ho potuto vedere bene perché ero dall’altra parte della strada che attraversa l`Ile de la Cité. Tutti hanno iniziato a fuggire e la polizia ha circondato la zona. Mi sembra di aver visto dei poliziotti che si dirigevano sulle scale che portano al fiume per bloccare qualcuno”.
La polizia: non passate a Notre Dame
“Intervento degli agenti di polizia in corso a Notre Dame, evitate la zona”. È quanto scrive su Twitter la polizia di Parigi. La zona di Notre Dame è stata isolata dopo che, secondo quanto riferisce Bfmtv citando fonti proprie, un poliziotto è stato aggredito a colpi di martello e ha reagito sparando. Secondo l’emittente, l’aggressore è a terra e al momento non sono note le sue condizioni.
La polizia francese ha subito invitato la cittadinanza a non recarsi nelle vicinanze e per oltre un’ora a centinaia di visitatori della cattedrale, circa 900 persone, non è stato consentito uscire dalla chiesa. La polizia ha chiesto loro di tenere le mani alzate per procedere più rapidamente a verifiche nel caso qualche complice dell’aggressore si trovasse all’interno della chiesa. Poi, effettuati tutti i controlli, i visitatori sono cominciati a defluire all’esterno. “Stiamo tutti bene”, continuavano a ripetere ancora sotto shock e dall’interno della basilica hanno rilanciato su twitter le loro foto con i volti atterriti e le braccia alzate.
