Non sarebbe il primo caso di presidente-tiranno con grandi ricchezze e affari all’estero: il giudice dell’Audiencia Nacional spagnola José de la Mata ha ordinato un’operazione di polizia contro i familiari del presidente siriano Bashar al Assad nell’ambito di un’inchiesta su una presunta associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio. Il magistrato, che ha ordinato perquisizioni di 15 immobili a Marbella e Puerto Banús e ha bloccato i conti bancari di 16 persone fisiche e 76 entità giuridiche, ritiene che la famiglia abbia sottratto l’equivalente di 300 milioni di euro dalle casse dello Stato siriano.
L’indagine si concentra su Rifaat al Assad, zio del leader di Damasco, che con la sua famiglia possiede 503 proprietà in Spagna, tra garage, case di vacanza, appartamenti in un hotel di lusso, case di campagna, quasi tutte a Puerto Banús e Marbella, per un valore complessivo di 691 milioni di euro.
Rifaat al Assad fu vicepresidente siriano quando era presidente il fratello Hafez, padre dell’attuale presidente Bashar. Negli anni Ottanta fu espulso dal Paese nel timore che tramasse per spoderstare il fratello. Secondo la magistratura avrebbe sottratto l’equivalente di 300 milioni di euro dalle casse dello Stato siriano con i quali si installò i Francia dove cominciò a investire nell’immobiliare, prima in Francia, poi a Curaçao, in Liechtenstein e in Lussemburgo. Infine la famiglia cominciò ad accumulare un patrimonio immobiliare nella zona di Marbella, in Spagna.
Riciclaggio: inchiesta sui familiari di Assad in Spagna
Nel mirino Rifaat al Assad, zio del leader di Damasco: sottratti 300 milioni allo stato siriano
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4 Aprile 2017 - 12.45
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