Cittadini Usa non così distanti dalle politiche trumpiane. È quanto emerge da un sondaggio targato Harvard-Harris e pubblicato da The Hill, che rileva come un’ampia maggioranza degli americani sostenga le politiche di Trump sull’ immigrazione, muro con il Messico a parte. Su questa decisione il 53% degli intervistati è contrario (47% a favore).
Ma il 53% supporta il suo bando temporaneo contro rifugiati e cittadini provenienti da 7 Paesi islamici (47% contro).
Il 75% è a favore di un maggior controllo al confine (25% contro) e l’80% contro le cosiddette città santuario e la loro tutela dei clandestini.
L’80% ritiene che le autorità locali delle città santuario, rette da sindaci dem, quelle che hanno annunciato di non applicare le misure restrittive sull’immigrazione, dovrebbero consegnare i clandestini a quelle federali e il 52% è a favore della revoca dei fondi federali a queste città.
Il 77% in ogni caso è favorevole ad una riforma complessiva dell’immigrazione (23% contro).
“L’opinione pubblica vuole migranti onesti trattati correttamente e che siano espulsi quelli che commettono crimini, questo è molto chiaro dai dati”, ha commentato Mark Penn, co-direttore dell’ indagine.
Il 77% in ogni caso è favorevole ad una riforma complessiva dell’immigrazione (23% contro).
“L’opinione pubblica vuole migranti onesti trattati correttamente e che siano espulsi quelli che commettono crimini, questo è molto chiaro dai dati”, ha commentato Mark Penn, co-direttore dell’ indagine.
Il sondaggio rivela una forte preoccupazione sui rifugiati che scappano dai loro Paesi per cercare sicurezza in Usa: il 47% pensa che questo flusso abbia un impatto negativo sulla nazionale (il 33% è di avviso opposto). Quando al campione è stato ricordato che gli Usa pianificano di ricevere 100 mila rifugiati, il 51% ha risposto che il numero dovrebbe essere più basso, il 34% che è un numero adeguato.
“Gli americani sostengono sia una riforma complessiva dell’immigrazione sia controlli più stringenti e un numero minore di rifugiati, vogliono un mix di compassione e confini forti”, spiega Penn. “Vedono l’Isis come la più grande minaccia al Paese e questo sta alimentando preoccupazioni sul flusso migratorio”, ha aggiunto.
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