Trump fa marcia indietro con Pechino: esiste una sola Cina
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Trump fa marcia indietro con Pechino: esiste una sola Cina

Dopo le tensioni delle settimane scorso per Taiwan il miliardario telefona al presidente Xi Jinping

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump
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10 Febbraio 2017 - 09.41


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Una marcia indietro. Perché un conto sono le chiacchiere e i proclami, un conto gestire concretamente le cose: così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha telefonato al presidente cinese Xi Jinping e, “su sua richiesta”, come riferito in una nota della Casa Bianca, “ha concordato di onorare la politica di ‘una sola Cina’”.
Dopo settimane di tensione sull’asse Washington-Pechino, seguite alle dichiarazioni di Trump che sembravano mettere in dubbio quel principio ed al colloquio telefonico avuto con la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, sembra dunque aprirsi un nuovo capitolo.
Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, Trump e Xi hanno avuto “una lunga conversazione telefonica”, durante la quale i due leader “hanno discusso molti temi”, la conversazione “è stata estremamente cordiale ed entrambi hanno esteso i migliori auguri ai popoli dei due Paesi”. I presidenti di Cina e Stati Uniti si sono scambiati anche inviti a visitare i rispettivi Paesi, con l’impegno a continuare i loro colloqui.
Ieri la Casa Bianca aveva dato notizia di una lettera inviata da Trump a Xi, nella quale il presidente americano auspicava una “collaborazione costruttiva” tra Washington e Pechino e ringraziava il presidente cinese per la nota di congratulazioni ricevuta in occasione del suo insediamento, augurando al popolo cinese una “felice Festa delle Lanterne e un prospero Anno del Gallo”.
Le tensioni tra Stati Uniti e Cina avevano raggiunto nelle settimane scorse livelli altissimi, dopo le accuse di Trump a Pechino sulla sua politica commerciale e le affermazioni secondo le quali non riconoscerà la politica di ‘una sola Cina’ finché non vedrà progressi sul fronte dei cambi e delle politiche commerciali. Ad accendere la miccia era stata la telefonata fatta dalla presidente di Taiwan a Trump per congratularsi per la sua vittoria alle elezioni: negli ultimi 40 anni mai nessun presidente americano aveva avuto contatti formali con i leader dell’isola che Pechino considera una ‘provincia ribelle’ e con cui Washington non ha rapporti diplomatici.

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