Un attacco aereo dell’aviazione russa nel nord della Siria ha ucciso accidentalmente tre soldati turchi, che stavano combattendo al fianco dei ribelli siriani per riprendere il controllo della città di al-Bab in mani Isis. “La mancanza di coordinamento fra l’aviazione russe e le forze turche a terra è stata all’origine dell’incidente”: così il presidente Valdimir Putin ha spiegato ,nel corso di una telefonata di scuse, l’incidente al presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Su Al-Bab, l’ultima città roccaforte dello Stato islamico nel Nord-Ovest della Siria, stanno convergendo truppe speciali turche, ribelli filo-turchi ed esercito governativo, in avanzata da Sud. Ankara e Mosca si stavano coordinando nelle scorse settimane per facilitare l’avanzata. La lotta contro i miliziani dell’Isis e i guerriglieri curdi è parte dell’operazione di Ankara per proteggere il confine sud della Turchia. Negli ultimi giorni però qualcosa non ha funzionato, una carenza nelle comunicazioni con le forze di Al-Assad. E poi il tragico incidente.
I ribelli filo-turchi hanno accusato l’esercito di averli attaccati in una zona vicina a dove si è verificato il raid errato, che ha anche ferito altri 11 soldati turchi. Le tensioni fra ribelli e governativi potrebbe far venire meno l’azione coordinata necessaria per cacciare l’Isis dalla città.