I ribelli Houthi hanno lanciato due missili contro un cacciatorpediniere della Marina militare Usa. I missili non hanno colpito la Uss Mason, ma come ha fatto il Pentagono in un comunicato, “sono stati chiaramente lanciati nella sua direzione”. Il cacciatorpediniere era in pattugliamento al largo delle coste dello Yemen, nel Mar Rosso, in acque internazionali a nord di Bab el-Mandeb. Nessun soldato è rimasto ferito.
I due missili sono stati lanciati alle 7 di mattina (ora locale) a distanza di un’ora l’uno dall’altro: entrambi sono precipitati in mare. Il Pentagono ha quindi aggiunto: “L’USS Mason, cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke di stanza a Norfolk, in Virginia, ha rilevato le minacce ed adottato contromisure difensive”. Le forze Usa hanno aggiunto: “Il fallito attentato ha avuto origine in una zona controllata dai ribelli Houthi, presi di mira dai raid aerei della coalizione a guida saudita”.
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Il luogo in cui si trovava la nave della Marina Usa funge da gateway per le petroliere dirette verso l’Europa attraverso il canale di Suez. L’attacco da parte degli Houthi è arrivato all’indomani della decisione da parte di Washington di voler rivedere il suo sostegno alla coalizione a guida saudita che ha devastato lo Yemen, impoverendolo e lasciando sul campo migliaia di vittime civili e oltre 3 milioni di sfollati. La sanguinosa guerra civile nel Paese è iniziata nel 2015 ed è sempre stata “oscurata” dai media occidentali, che da sempre preferiscono raccontare la guerra contro l’Isis. L’intervento di Riad è avvenuto dopo che i ribelli sciiti sostenuti dall’Iran hanno destituito il presidente Abd -Rabbu Mansour Hadi, messo agli arresti domiciliari.
Lo scorso sabato un bombardamento della coalizione dell’Arabia Saudita durante il funerale di un patriarca dell’ingluente famiglia Ruwayshan, causando la morte di 150 persone e lasciando migliaia di feriti, oltre ad aver decimato i vertici dei ribelli Houthi, presenti alla celebrazione. Un raid aereo che dimostra, secondo molti analisti internazionali, la frustrazione dell’Arabia Saudita per la situazione di stallo che si è venuta a creare nello Yemen.
Secondo molti osservatori, le potenze occidentali per troppo tempo hanno solo preso le distanze dalla situazione nello Yemen: adesso invece è giunto il momento di intervenire attivamente, condannando il comportamento di Riad e dei suoi alleati. “C’è un solo modo per risolvere questo problema e porre fine alla guerra civile: prima con un’inchiesta internazionale sui crimini di guerra, che gli Stati Uniti e nel Regno Unito hanno bloccato in passato e poi dissociarsi dai raid sauditi” ha detto al-Farea Muslimi, esperto e studioso della situazione geopolitica dello Yemen e delle nazioni del Golfo.