Clinton apre a Sanders: uniti contro Trump che è pericoloso
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Clinton apre a Sanders: uniti contro Trump che è pericoloso

La probabile candidata democratica promette di tenere in considerazione le richieste del senatore del Vermont

Hillary Clinton e  Bernie Sanders
Hillary Clinton e Bernie Sanders
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22 Maggio 2016 - 17.43


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Che ne sarebbe dell’America e del mondo se un personaggio come Trump andasse alla Casa Bianca?
Ecco allora che, pur considerando già vinte le primarie dei Democratici, Hillary Clinton usa toni concilianti con Bernie Sanders riconoscendogli il diritto di terminare la sua campagna elettorale quando preferisce e dicendosi desiderosa di parlare con lui e di “tenere in considerazione” ciò che il senatore del Vermont chiederà alla convention del partito in luglio.
L’ex first lady, in un’intervista alla Nbc, precisa però che vuole concentrarsi sul rivale repubblicano Donald Trump perché “non è un candidato normale” e la sua candidatura pone “pericoli immediati” al Paese.

Difficoltà per Trump. Intanto non tutto sembra filare liscio per Trump: il candidato presidenziale repubblicano in pectore, Donald Trump, ha bisogno di raccogliere almeno un miliardo di dollari per la sua futura campagna d’autunno ma un ampio numero dei maggiori finanziatori del partito repubblicano restano profondamente riluttanti a sostenere il tycoon. Lo rivela il Nyt, che ha intervistato o contattato via email oltre 50 tra i piu’ grandi donatori del Grand Old Party, ricavandone “un senso di disprezzo e di sfiducia verso il candidato del loro partito mai sentito prima nelle presidenziali dei tempi moderni”. Oltre una dozzina di finanziatori, che nelle ultime tre elezioni ha contributo con 90 milioni di dollari alla causa repubblicana, ha indicato che non dara’ ne’ raccogliera’ soldi per Trump. Nel fronte del ‘no’ figurano Paul E. Singer, Joe Ricketts, William Oberndorf, Seth Klarman e Mike Fernandez. “Se sara’ Trump contro Clinton votero’ per Hillary”, ha annunciato Oberndorf. Tra i 50 donatori contattati, solo nove hanno detto senza ambiguita’ che sosterranno il magnate mentre molti altri non hanno voluto rivelare le loro intenzioni o non hanno risposto: “Un silenzio significativo sul candidato de facto del loro partito”, sottolinea il quotidiano.

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