Andiamo bene. Mano dura in salsa asiatica, continente nel quale i diritti umani sono considerati non sempre una priorità. Così ll ‘duro’ Rodrigo Duterte ha annunciato che ordinerà alla polizia di “sparare per uccidere” i sospettati che faranno resistenza all’arresto. Inoltre, il neo presidente delle Filippine, intende chiedere al Congresso di ripristinare la pena di morte, abolita nel 2006. Duterte, ex sindaco di Davao e vincitore delle elezioni del 9 maggio (ma non ancora ufficialmente proclamato presidente), durante la sua campagna ha promesso di sradicare la criminalità dal Paese nel giro di sei mesi. Duterte ha anche detto di preferire l’impiccagione come metodo per le esecuzioni, ritenendola meno crudele della fucilazione e della sedia elettrica.
Nella sua prima conferenza stampa dall’elezione, ha inoltre chiesto ai miliziani islamisti di Abu Sayyaf che operano nel sud delle Filippine di liberare gli ostaggi che si trovano nelle loro mani e che hanno minacciato di decapitare: “Vi chiedo di fermarvi – ha detto il neo presidente- state distruggendo l’immagine del Paese, non solo l’immagine, ma anche l’economia”.
Nei giorni scorsi i miliziani di Abu Sayyaf hanno minacciato di uccidere il canadese John Hall, il norvegese Kjartan Sekkingstand e il filippino Marites Flor se i riscatti chiesti per la loro liberazione non verranno pagati. I miliziani hanno già decapitato un quarto ostaggio, il canadese John Ridsdel, rapito insieme agli altri il 21 settembre scorso sull’isola di Samal, a mezz’ora di traghetto da Davao.
Secondo un conteggio non ufficiale dei voti, il 71enne Duterte, definito anche il ‘Trump dell’Asia’ per i toni accesi della sua campagna, ha ottenuto quasi il 39% dei consensi. Tutti i suoi rivali per la presidenza gli hanno già concesso la vittoria. La sua proclamazione ufficiale avverrà nei prossimi giorni da parte del Congresso. Il giuramento è in programma per il 30 giugno.
Il neo presidente Duterte: impiccagioni e sparare a vista sui sospetti
Il vincitore delle elezioni è stato denominato il Trump dell'Asia. Ha promesso di sradicare la criminalità nel giro di sei mesi e ripristinare la pena di morte
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16 Maggio 2016 - 10.39
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