Secondo Bernardino Leon, inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, l’Italia potrebbe mettere in atto con il sostegno dell’Unione Europea immediatamente un presidio davanti al mare del paese africano. Leon ha spiegato, in un’intervista, che questa misura sarebbe appoggiata anche dall’Onu.
L’inviato speciale delle Nazioni Unite ha parlato del blocco navale di fronte alle coste libiche mentre è in corso il negoziato in Marocco. «In questo momento è l’unica cosa che si possa fare concretamente: ce n’è bisogno» ha spiegato Leon, anche se «da solo non risolve il problema», e «non penso che ci sarebbe alcun problema a ottenere il sostegno da parte del Consiglio di sicurezza.
Nel Palazzo di vetro è diffusa la consapevolezza che l’Italia si trovi a fronteggiare un compito molto pesante» ha continuato l’inviato dell’Onu. «Senza un accordo preliminare tra le parti», le due fazioni di Tripoli e Tobruk, Leon ritiene «poco realistico pensare a un qualsiasi tipo di intervento militare esterno, compresa una missione di peacekeeping. Noi stiamo lavorando a un’altra ipotesi: organizzare missioni di polizia con alto contenuto di specializzazione da schierare in diverse aree molto pericolose». Sul possibile affiancamento, nel suo compito, di Romano Prodi, Leon ha risposto che il mandato «scade la prossima estate» e di non sapere cosa deciderà l’Onu, ma – ha aggiunto- «tutte le volte che ho parlato con il governo italiano ho ricevuto pieno sostegno e incoraggiamento a continuare su questa strada…».