Il Parlamento greco ha eletto l’ex ministro dell’Interno conservatore Prokopis Pavlopoulos nuovo presidente della Repubblica. Pavlopoulos, che sarà chiamato a gestire un difficile momento per il Paese, ha ottenuto un’ampia maggioranza di 233 voti (su 300), ben al di sopra dei 180 necessari per l’elezione al primo turno. L’unico altro candidato alla presidenza, Nicos Alivizatos, proposto dai moderati di Potami e dai socialisti del Pasok ha ottenuto 30 voti. Gli astenuti sono stati 32. Pavlopoulos, 64 anni, è stato ministro dell’Interno dal 2004 al 2009 con il governo conservatore di Nuova Democrazia.
La scelta del suo nome da parte del premier Alexis Tsipras è stata vista come un gesto di riconciliazione nei confronti della destra ed ha anche evitato il rischio di un nuovo stallo parlamentare sull’elezione del presidente che, potenzialmente, avrebbe potuto portare nuovamente il Paese ad elezioni anticipate. Pavlopoulos, avvocato e professore universitario, ha criticato apertamente i termini dell’accordo per il salvataggio della Grecia che era invece appoggiato dal precedente governo. Succederà al presidente Karolos Papoulias il cui incarico scade il 13 marzo.
Sul fronte del braccio di ferro di Atene per ridiscutere il debito è intervenuto il segretario al Tesoro Usa Jack Lew che ha chiesto alla Grecia di trovare velocemente un “percorso costruttivo” per un accordo con l’Europa e il Fondo monetario internazionale. Secondo quanto riportano i media greci, Lew in una telefonata con il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha espresso le sue preoccupazioni per l’attuale fase di stallo, che crea incertezze all’Europa. In mancanza di un accordo, ha detto il segretario al tesoro Usa, la Grecia si troverebbe ad affrontare difficoltà immediate.
Lew ha anche detto a Varoufakis che incoraggerà i creditori internazionali della Grecia a trovare un accordo. Pronta la replica del ministro delle Finanze di Atene: “Il segretario al Tesoro Usa mi ha effettivamente detto che un mancato accordo danneggerebbe la Grecia. Ha aggiunto che danneggerebbe anche l’Europa. L’avviso è per entrambi!”, scrive Varoufakis su Twitter.
Intanto il governo di Atene ha confermato l’intenzione di chiedere all’Eurogruppo un’estensione dei finanziamenti per il paese, come anticipato dalla stampa ellenica. “Manderemo la lettera”, ha dichiarato il portavoce del governo Gavriil Sakellarides in dichiarazioni rilasciate alla televisione. La missiva avrà come destinatario il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.
“Ci sediamo al tavolo per trovare una soluzione”, ha aggiunto, sottolineando però che il governo greco non tornerà indietro su questioni che considera prioritarie e non negoziabili. Secondo quanto anticipato dalla stampa locale, i contenuti della lettera si rifaranno in gran parte alle proposte della Commissione Europea, compreso il cosiddetto ‘documento Moscovici’ per l’estensione fino a metà del 2015 del programma che scade il 28 febbraio. Ma Atene punterebbe ad un’estensione dei finanziamenti, e cioè i prestiti previsti dal piano, ma non del programma di aggiustamento in sé che prevede nuove misure di austerity invise a governo e popolazione. Ed è in questa distinzione semantica che si giocherebbe il negoziato del premier ellenico Tsipras con l’Ue.