L'Egitto bombarda le postazioni dell'Isis
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L'Egitto bombarda le postazioni dell'Isis

I bombardamenti sono scattati questa mattina all'alba contro obiettivi dell'Isis in Libia, in risposta alla barbara uccisione dei 21 cristiani copti egiziani.

L'Egitto bombarda le postazioni dell'Isis
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16 Febbraio 2015 - 10.11


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Il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande,in una telefonata con l’omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha detto “l’importanza che il Consiglio di sicurezza si riunisca e che la comunità internazionale decida nuove misure per far fronte” all’estensione delle operazioni dello stato islamico in Libia. Ne dà notizia un comunicato dell’Eliseo. Hollande ha espresso la sua solidarietà a Sisi dopo l’uccisione di 21 egiziani in Libia.

Intanto il ministero degli Esteri egiziano ha chiesto alla comunità internazionale di assumersi le “proprie responsabilità” e di prendere “misure contro le postazioni” dell’Isis e delle altre formazioni terroristiche in Libia. “L’Egitto ribadisce la sua richiesta agli Stati membri della coalizione internazionale contro il terrorismo, di cui fa parte, di assumersi le proprie responsabilità politiche e di prendere misure contro le postazioni della formazione terroristica Daesh e le altre formazioni sul territorio libico, le quali rappresentano una minaccia chiara per la sicurezza e la pace internazionali”, si afferma in un comunicato del ministero che conferma il “diritto” egiziano, sancito dall’Onu, “a difendere i propri cittadini all’estero”.

Secondo la fonte, tre delle vittime erano bambini e due donne, tutte abitanti della citta’ di Derna, situata a 1.300 chilometri a est di Tripoli. I bombardamenti sono scattati questa mattina all’alba contro obiettivi dell’Isis in Libia, in risposta alla barbara uccisione dei 21 cristiani copti egiziani a Tripoli.

La tensione nel paese nordafricano sale, nel video diffuso ieri sulla decapitazione dei copti, i jihadisti dello Stato Islamico hanno minacciato direttamente l’Italia: “Prima ci avete visiti in Siria, ora siamo qui, a sud di Roma”. I bombardamenti dell’Egitto sono stati confermati dalla tv di Stato, dopo che il presidente Abdel Fattah al-Sisi poche ore prima aveva annunciato che l’Egitto si riservava “il diritto di rispondere”.

I caccia egiziani hanno colpito campi di addestramento e magazzini di armi. Intanto il presidente al Sisi ha incaricato il ministro degli Esteri, Sameh Shukri, di andare “immediatamente” a New York per le riunioni necessarie all’Onu e nel Consiglio di Sicurezza e chiedere una reazione internazionale. Secondo Sisi, Shukri porra’ la comunita’ internazionale di fronte alle “sue responsabilita’” perche’ prendano le “misure adeguate” per far rispettare la carta delle Nazioni Unite, tenendo conto che tutto quello che sta succedendo in libia “e’ una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”.

L’emittente ha citato il comunicato con cui l’esercito del Cairo ha dato l’annuncio: “Le nostre forze armate lunedi’ hanno effettuato attacchi aerei mirati in Libia contro i campi Daesh”. La tv di Stato ha anche mostrato le immagini degli aerei da combattimenti egiziani che decollavano per andare a compiere i raid.

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