Dopo gli attentati di Parigi del 7 gennaio, torna la paura in Francia e nello specifico a Marsiglia dove, secondo alcuni testimoni, alcuni uomini con il volto coperto hanno sparato dei colpi in aria con dei kalashnikov. Sul posto sono già arrivati circa 40 poliziotti e l’asilo della zona è stata evacuato, mentre sul posto sono in arrivo le teste di cuoio del Gruppo di intervento della polizia nazionale (Gipn).
Nel pomeriggio è atteso in città anche il premier francese Manuel Valls, insieme al ministro degli Interni Bernard Cazeneuve, ed alla collega dell’Educazione, Najat Vallaud-Belkacem.
Potrebbe essere stato il capo della polizia di Marsiglia, Pierre-Marie Bourniquel, l’obiettivo della sparatoria. Mentre “le Figaro” sostiene che dietro la sparatoria ci sarebbe un regolamento di conti tra bande rivali che si contendono un punto per la vendita di droga. Al momento, si legge su ’20 Minutes’, non sono stati segnalati feriti. Il quartiere ‘Castellane’, dove sono stati segnalati i colpi, è stato bloccato.
Il direttore della sicurezza pubblica della città si è recato subito sul posto, portando con sé un comandante della polizia. Nella speranza di proteggere i cittadini e porre fine agli spari, ha chiesto all’autista di accendere le sirene mentre si stava avvicinando al luogo della sparatoria. Ma a questo punto ad essere presa di mira è stata proprio la sua auto, ricostruisce “Le Figaro”. Il veicolo non è stato colpito, ma a due o tre metri di distanza sono stati trovati fori di proiettili.
I cittadini, riporta ‘France info’, sono stati invitati a restare in casa, ma, come riferisce un giornalista sul posto, nel quartiere la situazione è “calma”. La causa della sparatoria, si legge su ‘Le Figaro’, potrebbe essere un contenzioso legato al controllo di un “punto di smercio” della droga. “Il traffico di droga nel quartiere marsigliese – ricorda la polizia locale – per la cannabis e la cocaina, può portare più di 100mila euro al mese”.