E se Tsipras chiedesse a Berlino i danni di guerra?
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E se Tsipras chiedesse a Berlino i danni di guerra?

Secondo un giornale americano Alexis Tsipras, se Berlino non allenterà il rigore economico, è pronto a chiedere alla Germania dai 200 ai 600 miliardi di danni di guerra.

Il leader di Syriza, Alexis Tsipras
Il leader di Syriza, Alexis Tsipras
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redazione Modifica articolo

29 Gennaio 2015 - 08.14


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Dopo la vittoria sismica del partito di sinistra Syriza in Grecia, il nuovo primo ministro del paese, Alexis Tsipras, 40 anni , è diventato leader in tutta Europa lungo un percorso incerto. “Syriza” ha promesso di rinegoziare i debiti paralizzanti che gravano sull’economia greca per imposizione degli dagli di credito europei , una mossa che alcuni temono possa minacciare l’unità della zona euro. Tsipras ei suoi alleati, invece, vedono la loro ascesa come un’opportunità storica, per diffondere la loro visione del mondo.

Ma non è solo il futuro che è all’ordine del giorno di “Syriza”.In quello che è stato praticamente il suo primo atto come primo ministro, lunedì scorso Tsipras si è recato memoriale che sorge sul poligono di tiro Kaisariani, dove nel 1944 i soldati nazisti fucilarono più di 200 attivisti greci come rappresaglia per la morte di un ufficiale tedesco ucciso in un agguato. La visita è stata inondata di simbolismo, in sei anni di austerità paralizzante comne conseguenza dei termini dettati dalla “troika” (la Commissione europea, la Banca centrale ed il Fondo monetario internazionale) la Germania, ovvero la più grande economia europea, ha giocato un ruolo chiave nella realizzazione del salvataggio e nel far rispettare condizioni rigorose.

Il malanimo verso Berlino è molto alto in Grecia, dove i comuni cittadini soffrono per la situazione economica disastrosa del loro Paese ed in parte per le politiche di maltrattamento scelte da un’ élite europea lontana. “Syriza”, in particolare, è stata esplicita sulla necessità per la Germania di espiare il suo passato in Grecia, o almeno di mostrare adesso un po ‘più di clemenza a titolo di risarcimento.

Tsipras ha condotto un’intensa campagna sul tema per più di un anno, anche nell’immediata vigilia delle elezioni di Domenica. “Ci apprestiamo a chiedere la riduzione del debito, e il denaro in Germania ci deve dalla seconda guerra mondiale, tra cui le riparazioni”, ha ripetuto all’inizio di questo mese.

Uno studio effettuato nel 2013 dal precedente governo greco dello sconfitto Antonis Samaras ha stimato che la Germania deve alla Grecia circa 200 miliardi dollari per danni subiti durante l’occupazione nazista, quando il costo della ricostruzione ha distrutto infrastrutture e le cose vennero peggiorate dai prestiti che le autorità naziste costrinsero la Grecia a pagare tra il 1942 e il 1944. Il governo Samaras, che pure era stato accusato “un’ancella di Bruxelles ‘, con quel calcolo avrebbe sbagliato,ed un altro gruppo di difesa sostiene che la somma dovuta per la Grecia potrebbe essere fino a 677 miliardi dollari.

Adesso “Syriza” è probabilmente in grado di rifarsi a questa eredità nel suo tentativo di ottenere una maggiore remissione del debito ed nel tentativo riscuote a simpatia quanto meno della sinistra tedesca. “Da un punto di vista morale, la Germania dovrebbe pagare queste vecche compensazioni e rifondere il ‘prestito di guerra’ che era statto imposto durante l’occupazione”, sostiene Gabriele Zimmer, un membro di spicco di “Die Linke”, il partito socialista tedesco che è alleato di “Syriza” nel Parlamento europeo.

Come spesso accade, però, la questione delle riparazioni è molto complessa: non molti Paesi hanno ricevuto risarcimenti dalla Germania, che a sua volta era stata devastata dalla guerra condotta dagli Alleati vittoriosi. Secondo il “New York Times”, alcuni esperti ritengono che fino a 300mila greci morirono di fame durante l’occupazione nazista,e le rappresaglie brutali come quella effettuata a Kaisariani non furono rare, data la natura molto attiva del movimento di resistenza greco.

Oggi il protagonismo di “Syriza” sulla questione può anche essere letto come una mossa di buon senso per conquistare gli elettori nazionalisti che altrimenti non avrebbero favorito la sinistra, e tenere a bada il partito di estrema destra di “Alba Dorata”, che ha ispirazione neonazista ed è arrivato terzo tra molti partiti del Paese.”E ‘nostro dovere non dimenticare che i popoli europei vivono liberi e hanno sconfitto lo spettro dell’intolleranza e l’ideologia oscura del fascismo – ha detto Tsipras nell’aprile scorso in vista delle elezioni europee – e questo serve a ricordare le migliaia di persone che hanno sacrificato la loro vita nel nostro Paese.”

Quella battaglia contro il “fascismo” forse è già stata vinta domenica scorsa, ma Tsipras e “Syriza” hanno davanti a loro una battaglia ancora molto lunga per ottenere le concessioni che ora richiedono.

Fonte: Wasghingon Post

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