Tomaso e Elisabetta, l'India ha annullato l'ergastolo
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Tomaso e Elisabetta, l'India ha annullato l'ergastolo

La Corte suprema decide l’immediata liberazione. Stavano scontando l’ergastolo per l’accusa di aver ucciso un loro compagno di viaggio nel 2010.

Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni
Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni
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20 Gennaio 2015 - 09.23


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La Corte suprema indiana ha annullato oggi la condanna all’ergastolo di Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni, disponendone l’immediata liberazione. I due italiani erano in carcere da febbraio 2010 con l’accusa d’aver ucciso a Varanasi il loro compagno di viaggio Francesco Montis.

L’ambasciata d’Italia ha avviato subito le procedure per ottenere il loro rilascio dal carcere e disporne il rientro in Italia.

Le parole della madre di Tommaso Vivo secondo le abitudini indiane per stare vicino a mio figlio – ha detto Marina Maurizio, la madre di Tomaso – ho cercato di adattarmi a questo Paese, cercando di capire anche questa burocrazia che sta allungando incredibilmente la detenzione di mio figlio. Ma oggi l’ambasciatore (Daniele) Mancini mi ha detto di aspettare un momento perchè forse il rientro dei due potrebbe essere abbastanza veloce».

Riflettendo poi ancora sulla decisione della Corte Suprema di «mettere da parte» il giudizio dell’Alta Corte di Allahabad, Marina Maurizio ha sostenuto che «è davvero una sentenza importante, perchè ne cancella ben due di altrettanti gradi di giudizio inferiori. Per questo i nostri legali ci avevano invitato alla prudenza». In definitiva, ha concluso, «non posso neppure dire che si sia trattato di una giustizia indiana lenta, perchè nel nostro caso in cinque anni sono stati percorsi tre gradi di giudizio, e il terzo, in Corte Suprema, è stato il più rapido di tutti».

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