Charlie Hebdo: le reazioni del mondo politico dopo la strage
Top

Charlie Hebdo: le reazioni del mondo politico dopo la strage

Le parole dei leader politici e non solo dopo la notizia dell'attentato terroristico che ha colpito il giornale satirico francese famoso in tutto il mondo.

Charlie Hebdo: le reazioni del mondo politico dopo la strage
Preroll

Desk2 Modifica articolo

7 Gennaio 2015 - 14.36


ATF

«Dopo l’attacco alla sede Charlie Hebdo a Parigi basta tentennamenti e basta ipocrisie. l’Integralismo islamico ha dichiarato guerra all’Europa e all’Occidente perchè odia la nostra libertà e la nostra democrazia. E noi dobbiamo rispondere a questa dichiarazione di guerra: nessuno spazio in Italia per chi non accetta la nostra cultura e le nostre leggi. Basta immigrazione incontrollata; basta con il buonismo della sinistra che vieta il presepe e il crocifisso per non offendere i musulmani». Lo afferma il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Giorgia Meloni, che aggiunge su twitter: L’Europa che rinnega le proprie radici non sa opporsi ai suoi nemici«

«La strage nella redazione di Charlie Hebdo è peggio dell’11 settembre perché è un attacco diretto e specifico alla libertà d’opinione in una grande democrazia». Lo afferma il senatore di Fi Lucio Malan, secondo il quale «la lotta a questo terrorismo deve essere la priorità assoluta nella politica internazionale: unire tutti i paesi civili e indurre a tagliare ogni finanziamento Ue a entità vicine ai terroristi. Purtroppo in Italia i pesanti e ripetuti tagli alle forze armate e alle forze dell’ordine mettono in pericolo la sicurezza dei cittadini», conclude Malan.

Doppia condanna del Vaticano per la strage nella redazione parigina del giornale satirico ‘Charlie Hebdò che ha fatto dodici morti, fra i quali 10 giornalisti e 2 poliziotti, oltre a diversi feriti. Lo si apprende da fonti vaticane che fanno sapere che in Vaticano la condanna è duplice dal momento che l’attentato è stato un «atto di violenza» e un «attacco alla libertà di stampa»

«Inorriditi» dall’«odioso attentato commesso nel cuore di Parigi, nei locali di Charlie Hebdo». Così Marine le Pen ha commentato a nome del Front National l’attacco al settimanale satirico francese. La deputata europea ha espresso la sua «immensa tristezza per le vittime» e fatto «le sue condoglianze alle loro famiglie».

La notizia della strage compiuta a Parigi nella sede del quotidiano satirico Charlie Hebdo sarebbe stata appresa da Matteo Renzi e Angelino Alfano mentre erano riuniti a Palazzo Chigi. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, il presidente del Consiglio e il ministro dell’Interno avrebbero avuto in quell’occasione un primo confronto sul gravissimo attentato.

Un appello al ministro dell’Interno Angelino Alfano perché impedisca di aprire le moschee a Milano e una richiesta formale in consiglio comunale per sospendere il bando per l’assegnazione delle tre aree. È quanto si prepara a fare Andrea Mascaretti, consigliere di Forza Italia in Comune a Milano, dopo l’attacco armato alla redazione parigina del settimanale satirico Charlie Hebdo. «Non possiamo non considerare quanto avvenuto in Francia, non possiamo esporre i cittadini milanesi a enormi rischi», sostiene. Anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato, chiede che la giunta ritiri il bando. Secondo il consigliere, il presidio e la sicurezza sul territorio «per le infelici scelte della giunta Pisapia non è più garantito». La sospensione del bando dovrà durare fino a quando «non sarà finito il rischio per il terrorismo islamico e non sarà possibile garantire la sicurezza ai cittadini milanesi da eventuali attentati. La priorità per Milano – conclude – non sono le moschee, ma una maggiore sicurezza e un maggior presidio, considerando gli atti di violenza che hanno turbato la città in questi primi giorni dell’anno».«Se il massacro di Parigi fosse confermato di matrice islamica, sarebbe chiaro che il nemico ormai ce l’abbiamo in casa. Bloccare l’invasione clandestina in corso, subito. Verificare chi, come e perché finanzia moschee e centri islamici. Chi non rispetta la Vita e la Libertà, non merita niente. Un pensiero per le povere vittime, disgusto per i politici incapaci». Così in un tweet il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini commenta l’attentato al Charlie Hebdo.

E’ l’attentato più cruento dal 1961 in Francia – Quello di oggi contro il settimanale satirico Charlie Hebdo è l’attentato più cruento commesso in Francia dal 1961, ai tempi della guerra di Algeria. Un attentato dell’Oas anti-indipendenza provocò 28 morti il 18 giugno, quando una bomba colpì il treno Strasburgo-Parigi a Vitry-Le-François.

L’allerta «è massima» ma non ci sono «segnali specifici» di azioni imminenti anche nel nostro paese. È quanto sottolineano fonti di intelligence dopo l’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo a Parigi. La situazione in Italia, viene fatto notare, è più tranquilla rispetto a quella francese anche se il rischio che entrino in azione lupi solitari non può essere escluso: «rientra in quelle azioni imprevedibili» sottolineano gli 007.

Il dipartimento di Stato americano ha deciso di «blindare» l’ambasciata degli Stati Uniti a Parigi dopo l’attacco alla sede di Charlie Hebdo. Lo riferiscono diverse reti all news francesi.

Il vignettista kuwaitiano Naif al-Mutawa, distributore della Marvel in Medioriente e minacciato di morte dallo Stato Islamico (Is) per aver ideato i supereroi islamici ’99’, ha condannato su Twitter l’attacco sferrato al settimanale francese Charlie Hebdo e costato la vita ad almeno 12 persone. «Costringere le persone ad adottare il vostro credo è un segnale che la vostra fede è debole e che voi siete così insicuri che avete bisogno di vederla specchiata ovunque», scrive il fondatore della casa editrice Teshkeel Comics con l’hastag #CharlieHebdo.

[GotoHome_Torna alla Home]

Native

Articoli correlati