Due saudite accusate di terrorsimo: difendono il diritto di guidare
Top

Due saudite accusate di terrorsimo: difendono il diritto di guidare

È la prima volta che donne che guidano vengono deferite alla Corte criminale specializzata di Riyad e si tratta della detenzione più lunga nella storia dell’Arabia Saudita.

Due saudite accusate di terrorsimo: difendono il diritto di guidare
Preroll

Desk2 Modifica articolo

26 Dicembre 2014 - 11.45


ATF

Volevano solo avere il diritto di guidare, proprio come tutte le altre donne nel resto del mondo. Due ragazze saudite sono state arrestate per aver difeso il diritto e sono costrette a comparire davanti ad un tribunale che si occupa di «terrorismo». Lo hanno denunciato alcuni attivisti che sono voluti rimanere anonimi e che hanno affermato che è la prima volta che donne che guidano vengono deferite alla Corte criminale specializzata di Riyad e si tratta della detenzione più lunga nella storia dell’Arabia Saudita.

Il Paese ultra-conservatore è l’unico Stato al mondo in cui alle donne non viene riconosciuto questo diritto. Da anni le autorità saudite provano a bloccare i tentativi delle donne di guidare. Nonostante non ci sia alcuna legge che lo vieta nel Paese, le autorità non rilasciano loro la patente e i religiosi ultraconservatori hanno emesso editti contro le donne al volante.

Loujain Hathloul, di 25 anni, era stata arrestata il primo dicembre, dopo essere stata fermata per oltre 24 ore alla frontiera tra l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti da dove proveniva a bordo di un’auto.

L’altra ragazza si chiama Maysaa Alamoudi ed è una giornalista di 33 anni che ha difeso Loujain. «Il loro caso sarà portato davanti ad un tribunale anti-terrorismo», ha detto un attivista precisando che i loro avvocati sono pronti a ricorrere in appello.

Native

Articoli correlati