Isis, la Giordania: riporteremo a casa il pilota catturato
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Isis, la Giordania: riporteremo a casa il pilota catturato

Il re Abdallah II sta seguendo con attenzione e preoccupazione la vicenda e ha chiesto che sia riportato in patria sano e salvo.

Immagine, pubblicate sui social network dall'Isis di Raqqa.
Immagine, pubblicate sui social network dall'Isis di Raqqa.
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25 Dicembre 2014 - 17.08


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La Giordania ha intenzione di riportare a casa il pilota in mano ai jihadisti dell’Isis e che è stato catturato dopo che il suo aereo è stato abbattuto. Della sorte del tenente Muath al-Kasaesbeh non si sa ancora molto. Il suo p stato il primo F-16 abbattuto nella regione di Raqqa dall’inizio della campagna di bombardamenti della coalizione internazionale guidata dagli Usa in Iraq e Siria.

La cattura del pilota, che si era recentemente sposato, ha provocato una forte ondata di emozione in Giordania dove il re Abdallah II sta seguendo “con attenzione” gli sforzi per recuperarlo sano e salvo, ha fatto sapere l’esercito. E’ stata anche creata una cellula di crisi per “mobilitare tutte le risorse”, scrive il quotidiano governativo Al-Rai. “Siamo fiduciosi: il nostro bravo pilota sarà liberato” ha dichiarato alla stampa.

Anche il padre del militare ha rilasciato una dichiarazione: “Ho fiducia che Dio fara’ germogliare la pieta’ nel cuore dell’Isis”, ha implorato Youssef al-Kasaesbeh. Mentre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto ai rapitori di “trattare il pilota secondo le regole del diritto umanitario internazionale”.

L’Isis, proseguendo nella stategia mediatica del terrore, ha diffuso su alcuni siti jihadisti diverse foto del pilota subito dopo la cattura. Continuano però a non essere chiare le circostanze della cattura: sia Washington che Amman ritengono non ci siano prove che il jet sia stato distrutto dal fuoco di Isis. Secondo entrambe le fonti, il jet potrebbe aver avuto un problema di natura tecnica ed essere precipitato ed il pilota che avrebbe fatto in tempo a lanciarsi, salvo essere catturato una volta a terra. Il generale Looyd Austin, del comando americano (Centcom) responsabile nella regione e delle operazioni in Iraq e Siria, ha comunque assicurato che gli Usa sostengono “tutti gli sforzi per garantire che venga salvato”.

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