Sono oltre mille i jihadisti rimasti uccisi in Siria in tre mesi di raid della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, contro lo Stato islamico (Isis). Lo ha riferito oggi l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione non governativa con sede a Londra.
“Dall’inizio dei raid (il 23 settembre), almeno 1.171 persone sono state uccise dai bombardamenti compiuti dall’aviazione Usa e dagli alleati arabi contro le postazioni jihadiste”. Tra i morti 1.119 miliziani dell’Isis e gli altri appartenenti all’altro gruppo estremista legato ad al Qaeda del “Fronte Al-Nusra”, come ha precisato l’Osservatorio.
300 soldati Usa a Ramadi con elicotteri d’attacco Apache – Un contingente formato da 300 soldati statunitensi, veicoli corazzati e tre elicotteri d’attacco Apache e’ giunto nella base Ein al Assad di Ramadi, città dell’Iraq centrale. Lo riferisce una fonte della sicurezza locale.
“I 300 soldati Usa sono arrivati nella base di Ein al Assad, a ovest di Ramadi. Con loro sono arrivati anche mezzi corazzati e tre elicotteri Apache per sostenere le forze di sicurezza e le milizie tribali”, ha affermato la fonte mantenendo l’anonimato.
In totale sono 3.100 i soldati Usa inviati da Barack Obama in Iraq (ai primi 1.500 se ne sono aggiunti altri 1.600) tutti – ufficialmente – non impiegati in operazioni di combattimento.