Il presidente ucraino Petro Poroshenko dice che il suo Paese “si é preparato per uno scenario di guerra totale” anche se preferirebbe una soluzione pacifica del conflitto. Il brutto scenario emerge da un’intervista apparsa ieri sul quotidiano tedesco “Bild”. “L’Ucraina ha messo in atto tutto quel che le era possibile per cercare l’accordo di pace, siamo pronti al compromesso e crediamo che il conflitto non possa essere risolto militarmente. La Russia invece promette una cosa e fa esattamente il contrario il giorno successivo “, denuncia il presidente ucraino. “Noi non vogliamo la guerra, vogliamo la pace e lottiamo per i valori europei. Ma la Russia non rispetta alcun accordo – continua Poroshenko – non ho paura della guerra con le truppe russe e abbiamo preparato uno scenario di guerra totale, il nostro esercito è ora in condizioni migliori rispetto a cinque mesi e riceviamo sostegno da parte del mondo”.
Il presidente si mostra pessimista: “Non c’è nessuno che non voglia la pace, ma purtroppo dobbiamo ancora affrontare lo scenario peggiore”. Kiev ha denunciato da più di una settimana l’afflusso massiccio di carri armati e truppe russe nelle regioni orientali, un’asserzione confermata dalla NATO, ma fortemente negato da parte di Mosca. Il conflitto tra le forze governative e separatisti filo-russi che abbraccia le regioni orientali dell’Ucraina ha già provocato più di 4.000 morti dalla metà di aprile e l’ accordo di cessate il fuoco raggiunto il 5 settembre è praticamente morto, tanto che anche le Nazioni Unite hanno detto di recente di temere “un ritorno alla guerra totale.”
“Al vertice del G20, i padroni di casa australiani hanno cercato di umiliare Putin tutti i modi immaginabili”, scrive la rivista russa “Expert”. E dopo due giorni di colloqui segnati da attacchi di diversi leader occidentali, il capo del Cremlino ha lasciato Brisbane prima della pubblicazione del comunicato finale dicendo di avere bisogno di sonno dopo il lungo volo che l’aveva portato lì dalla Russia.
Né Putin né i Paesi occidentali si aspettavano davvero un compromesso sulla Ucraina, dove il conflitto minaccia di riesplodere:. A giudizio di Lilia Chevtsova, un’esperta della “Brookings Institution”, il confronto tra Mosca e l’Occidente renderà la Russia più dipendente dalla Cina. “I vertici APEC a Pechino e G20 a Brisbane hanno confermato che Putin sta diventando un paria, ed un paria dipendente: la politica mondiale non conosce combinazione più esplosiva,” dice sul suo account Facebook . E l’esperto Fyodor Lukyanov, presidente del Consiglio per la politica estera e di difesa, cé certodel fatto che ci si può aspettare in risposta ad un indurimento della posizione russa. “Stiamo assistendo ad una radicalizzazione delle posizioni di alcuni Paesi occidentali, soprattutto Nord America e Australia, che pore ospitava il vertice – ha detto l’esperto intervistato dalla radio russa – n on c’è alcun desiderio da parte loro di ammorbidire le posizioni e questo atteggiamento si riversa nella sfera pubblica Di conseguenza, la reazione della Russia è prevedibile, anch’essa sarà costretta ad indurire le se posizioni”, dice.
Il parere é condiviso dall’ analista Stanislav Vyeskosky, dell’Istituto di strategia nazionale: “Se Putin lascia il vertice arrabbiato probabilmente possiamo aspettarci un’intensificazione della lotta in Ucraina,” dice. La partenza anticipata di Vladimir Putin può anche essere letta come un messaggio inviato al pubblico. “Tutte le sue azioni sono fatte per sostenere la Russia – commenta un altro analista, Konstantin Kalachev, che approvare l’ atteggiamento del presidente a Brisbane e si chiede “perché mai il leader nazionale della Russia avrebbe dovuto parlare con questo Occidente in decadenza ” .