Prova non superata. La ex premier slovena Alenka Bratusek, che di fatto si era autocandidata alla Commissione, è stata bocciata dall’Europarlamento.
Nelle audizioni, che si sono svolte lunedì, molti eurodeputati l’hanno considerata inadeguata come vicepresidente per l’energia. La Bratusek non è riuscita quindi a convincere i parlamentari europei.
Ad aver pesato sull’esito finale della sua audizione, è stata sicuramente la sua autocandidatura, mal digerita a Bruxelles, ma anche alcuni strafalcion, in cui la ex premier slovena è inciampata. Uno su tutti l’aver confuso il “SouthStream” con il “Nabucco” (due progetti di gasdotto differenti).
“Bratusek non possiede alcune conoscenza e non ha mostrato un minimo impegno”, ha detto l’eurodeputato tedesco Peter Liese. Il presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean- Claude Juncker, dovrà ora prendere in considerazione la sostituzione della Bratusek. Dal canto suo l’attuale primo ministro della Slovenia, Miro Cerar, ha espresso il suo disappunto in merito alla bocciatura della candidata del suo Paese, ma ha detto che nominerà prontamente un nuova candidato entro tre giorni.
Secondo alcune voci che circolano già da un po’, il governo sloveno potrebbe proporre l’eurodeputata ed ex giornalista Tanja Fajon. Alcuni ritengono poi che la bocciatura della Bratusek sia da interpretare anche come una sorta di rimprovero a Juncker, che l’aveva scelta personalmente per tale compito.
Fonte: agenzie