“Negli ultimi quattro giorni siamo riusciti a liberare 1.200 nostri prigionieri”: lo ha annunciato in una visita a Mariupol il presidente Ucraino Petro Poroshenko, auspicando che entro la fine della settimana siano liberate le restanti 863 persone in mano ai ribelli. Lo riferisce l’agenzia ucraina 112.Ua
Primi scambi di prigionieri tra Kiev e i ribelli filorussi dell’est ucraino, come previsto dalla tregua di Minsk: lo afferma il premier dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharcenko, citato da Ria Novosti. “Ieri abbiamo consegnato 28 prigionieri. In cambio abbiamo ricevuto i nostri, anche in numero superiore”, ha detto.
Il nuovo pacchetto di sanzioni Ue è stato adottato, ma la sua applicazione è stata rinviata di alcuni giorni per permettere “la valutazione della messa in atto del cessate il fuoco e del piano di pace” e può essere “rivisto in base alla situazione sul terreno”. Lo dichiara Herman Van Rompuy dopo la riunione degli ambasciatori dei 28.
Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha ammonito da Mariupol sui rischi di una “perfida violazione” della tregua e ha rassicurato la popolazione locale contro il pericolo di un assalto dei ribelli filorussi. “Dobbiamo essere pronti ad una perfida violazione del cessate il fuoco, sappiamo dei loro piani per circondare Mariupol usando i carri armati da sud di Donetsk e da Novoazovsk”, ha dichiarato, garantendo che “abbiamo tutte le forze necessarie per difendere” la citta’.
Ma la guerra delle sanzioni non porta la pace in Ucraina ma al contrario minaccia il sistema di sicurezza globale. Così il premier russo Medvedev, il quale fra l’altro ipotizza la chiusura dello spazio aereo russo come una delle possibili risposte ‘asimmetriche’ se l’ Ue facesse scattare le nuove sanzioni. La tregua, intanto, resta sempre a rischio, dopo i bombardamenti a Mariupol e i colpi d’artiglieria a Donetsk di ieri.