È allerta terrorismo in Gran Bretagna: la peggiore negli ultimi 3 anni
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È allerta terrorismo in Gran Bretagna: la peggiore negli ultimi 3 anni

L'allarme è stato lanciato dal premier David Cameron e si riferisce alle minacce che arrivano dall'Iraq con l'Isis.

È allerta terrorismo in Gran Bretagna: la peggiore negli ultimi 3 anni
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29 Agosto 2014 - 19.02


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“È la più grave minaccia terroristica degli ultimi tre anni”: così il Primo ministro britannico David Cameron, commentando l’innalzamento del livello di allerta nel Regno Unito da “concreto” a “grave”, annunciato qualche ora prima dal suo ministro dell’Interno Theresa May. Cameron, in una conferenza stampa a Downing Street, trasmessa alla televisione, ha confermato che la minaccia è legata agli ultimi sviluppi in Siria e in Iraq.

“Quello che ci troviamo ad affrontare oggi in Iraq con l’Isis è una minaccia molto più grande e profonda alla nostra sicurezza di quanto abbiamo conosciuto in passato”, ha detto Cameron nel corso della conferenza stampa convocata a Downing Street dopo l’annuncio dell’innalzamento dell livello di allerta nel Paese.

“Siamo alle prese con una organizzazione terroristica che non è basata in un solo Paese ma che cerca di instaurare e poi espandere il suo Stato terrorista”, ha spiegato il Primo ministro britannico.

Durante la conferenza stampa, Cameron ha annunciato che lunedì in parlamento presenterà un pacchetto di nuove leggi per contrastare i potenziali jihadisti nel Paese. Queste includono il ritiro dei passaporti alle persone sospettate di voler recarsi a combattere in Iraq e Siria o di ritorno da questi due Paesi.

“Ci coordiniamo con i nostri alleati e manteniamo alta l’allerta, ma non abbiamo piani di cambiare il nostro livello di allerta” per possibili attacchi da parte dello Stato islamico. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, nel briefing di oggi commentando l’annuncio del primo ministro del Regno Unito, David Cameron, che ha alzato al massimo l’allerta di possibili minacce dell’Isis contro l’occidente.

Earnest ha sottolineato come ci siano diversi combattenti occidentali tra le fila dello Stato islamico e di come questi possano muoversi più facilmente grazie ai loro passaporti.

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