L’elezione di Bill de Blasio a sindaco di New York può aver indotto alcuni a temere che l’Unione Sovietica si sia reincarnata nella più grande città del paese. Anche se de Blasio è certamente a sinistra di molti leader del Partito Democratico statunitense, di sicuro non è un radicale che tenta di rovesciare il capitalismo. Inoltre anche se avesse pianificato di impossessarsi dei mezzi di produzione, la sua capacità di farlo, da sindaco di una grande città, sarebbe molto limitata.
Ci sono molte aree in cui il sindaco di New York può avere un impatto considerevole. In cima alla lista c’è la politica dell’istruzione. Il predecessore di de Blasio, Michael Bloomberg, era un dichiarato e vistoso sostenitore del movimento di riforma dell’istruzione. Anche se tale movimento ha prodotto grandi utili per le imprese nell’attività dei test e ha reso ricchi e famosi alcuni imprenditori di tale politica, non ha fatto molto per migliorare l’istruzione dei ragazzi dei quartieri poveri.
Carmen Farina, scelta da de Blasio come responsabile delle scuole, ha decenni di esperienza nel sistema scolastico di New York come insegnante, direttrice e amministratrice. Apparentemente intende ridurre l’intensa concentrazione sui test dell’amministrazione Bloomberg. È anche probabile che opererà più collaborativamente con il sindacato degli insegnanti. Se questo percorso produrrà risultati positivi, sarà un esempio importante per altri distretti scolastici.
Ci sono altre aree in cui de Blasio potrebbe tentare politiche innovative. Il fatto che un settore finanziario gonfiato possa essere una draga per la crescita sta ricevendo crescente attenzione. Persino il Fondo Monetario Internazionale si è detto a favore di tasse più elevate sull’industria finanziaria per ridurre la quantità di sprechi del settore.
Idealmente gli Stati Uniti imporrebbero una tassa sulle transazioni finanziarie simile a quella ora in discussione nell’eurozona. Anche se la città non potrebbe imporre una grossa tassa sull’industria per timore di allontanare le società, certamente una tassa molto modesta, diciamo lo 0,01 per cento, sarebbe praticabile. La Goldman Sachs e la JP Morgan non faranno le valigie per trasferirsi oltre il fiume per una tassa di un centesimo di punto percentuale. Una tassa di questa misura potrebbe raccogliere miliardi di dollari ogni anno.
Sulla stessa linea, la città potrebbe imporre una tassa sulle compravendite di ipoteche legate a proprietà nella città. Tale tassa sarebbe applicata indipendentemente dal luogo di perfezionamento della transazione. Una tassa dello 0,15 per cento sulla vendita di ipoteche sarebbe un costo banale per la maggior parte degli acquirenti di case (il primo acquisto potrebbe essere esentato) ma costituirebbe un notevole disincentivo a una moltiplicazione delle transazioni.
La città potrebbe scoraggiare la speculazione immobiliare imponendo una tassa sulle proprietà non occupate. Ciò ha il grande effetto di far sì che il modo migliore per evadere la tassa consista nell’affittare o vendere la proprietà rimasta vuota.
De Blasio potrebbe anche tentare alcuni esperimenti per rendere il luogo di lavoro più favorevole alle famiglie. Il consiglio comunale ha recentemente votato per chiedere alla maggior parte dei datori di lavoro di garantire ai dipendenti almeno cinque giorni di malattia pagati. Questa norma è stata scaglionata sui prossimi due anni. De Blasio potrebbe considerare di sperimentare orari di lavoro più flessibili dei dipendenti cittadini. Ad esempio se molti lavoratori optassero per una settimana lavorativa di quattro giorni, ciò ridurrebbe in misura sostanziale il tempo e il denaro sprecati nel pendolarismo. Se quattro giorni la settimana diventassero mai la norma ciò si tradurrebbe in una grande riduzione della quantità di traffico e di ingorghi nelle ore di punta.
De Blasio potrebbe anche pensare a promuovere programmi di condivisione del lavoro che fanno già parte del programma di assicurazione contro la disoccupazione dello stato di New York. Nell’ambito di questo programma i datori di lavoro possono scegliere di ridurre gli orari dei dipendenti anziché licenziarli. Anziché ricevere indennità di disoccupazione per aver perso il posto, i lavoratori avrebbero rimborsato circa metà del loro reddito perduto dal sistema di assicurazione contro la disoccupazione.
Ciò mantiene le persone al lavoro e migliora le loro competenze anziché rischiare che restino disoccupati per un lungo periodo di tempo. L’utilizzo efficace della condivisione del lavoro in Germania e programmi comparabili hanno fatto scendere il tasso di disoccupazione del paese al 5,2% dal 7,8% all’inizio della crisi, nonostante il fatto che il suo tasso di crescita sia virtualmente pari a quello statunitense. La condivisione del lavoro sarebbe popolare anche presso l’amministrazione dello stato [di New York – n.d.t.] poiché il costo del programma è coperto dal governo federale, almeno fino alla fine del 2014.
Ci sono molte altre aree in cui de Blasio potrebbe essere un innovatore. Potrebbe tentare esperimenti di transito gratuito sugli autobus e sulla metropolitana per vedere quanto aumenterebbe l’utenza e si ridurrebbero le emissioni di gas serra. Potrebbe anche valutare modesti incentivi per l’ammodernamento delle abitazioni e delle aziende per renderle più energeticamente efficienti. Anche questo sarebbe un gran modo per contribuire a generare occupazione.
Ci sono sicuramente limiti a ciò che può fare il sindaco di una grande città, ma il sindaco de Blasio può fare la differenza sia per la gente di New York sia per il paese se è disposto a tentare.