Il leader delle Brigate Abdullah ‘Azzam, arrestato dalle forze armate libanesi ad inizio settimana, è morto stamane. L’identità della vittima è stata rivelata solo ieri dopo un test del DNA. Campioni di sangue del detenuto erano stati raccolti all’ospedale militare di Badaro nella capitale libanese ed erano stati mandati al dipartimento anti-terrorismo saudita, secondo quanto una fonte di sicurezza rimasta anonima ha detto al quotidiano NOW giovedì.
I test del DNA avevano avuto luogo il giorno dopo che il Ministro della Difesa ad interim, Fayez Ghosn, aveva rivelato alla stampa che le truppe libanesi avevano arrestato il presunto leader delle Brigate Abdullah Azzam. Organizzazione terroristica secondo gli Stati Uniti dal 2012, in passato ha rivendicato diversi lanci di razzi dal territorio libanese su Israele.
Le Brigate che al-Majid dirigeva hanno ammesso la paternità del doppio attacco suicida del 19 novembre all’Ambasciata iraniana a Beirut in cui persero la vita 30 persone tra cui anche un diplomatico di Teheran. Al-Majid era stato accusato in contumacia per la battaglia di Nahr al-Bared del 2007 quando l’esercito libanese lanciò una violenta offensiva contro il campo rifugiati palestinesi controllato da islamisti.
Le Brigate Abdallah ‘Azzam sono state accusate anche di essere dietro alcune esplosioni avvenute in Egitto, Siria, Iraq, Giordania e Yemen. Ma pare che le loro operazioni avessero riguardato anche alcuni paesi occidentali come gli Stati Uniti d’America. Alcuni ufficiali ed esperti di Washington ritengono che al-Majid raccogliesse fondi nei paesi del Golfo per coloro che combattono in Siria contro il Presidente Bashar al-Asad.
Ieri l’AFP aveva rivelato che l’interrogatorio di al-Majid era stato rimandato a causa delle pessime condizioni di salute del detenuto. Pare che soffrisse di problemi renali e avesse bisogno di una dialisi.
Al-Majid era stato arrestato ad inizio settimana dopo che era stato dimesso dall’ospedale al-Maqased di Beirut dove era stato curato sotto una falsa identità.
Proprio in mattinata il Ministro della Giustizia provvisorio, Shakib Qortbawi, aveva detto che al-Majid era ricercato da Riyad e sarebbe stato processato in Libano per crimini commessi contro la sicurezza nazionale. Qortbawi aveva chiarito sulle pagine di un quotidiano locale che la legge stabilisce che i detenuti in Libano, sebbene ricercati da altri stati, se accusati o sotto inchiesta per crimini commessi nel Paese, non possono essere estradati se non dopo che il sistema giudiziario libanese li ha processati.
La parole del Ministro erano una risposta all’Ambasciatore dell’Arabia Saudita nel Paese dei Cedri, Alì Awad Asiri, il quale aveva espresso la volontà di Riyad di estradare al-Majid. Il leader delle Brigate Abdallah ‘Azzam era il ricercato numero ottantacinque in Arabia Saudita per via dei suoi stretti legami con al-Qaeda. Nena News