“Il Consiglio di sicurezza Onu approvi una risoluzione forte per garantire che la Siria mantenga i suoi impegni sulle armi chimiche”. Queste le parole di Barack Obama pronunciate davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, aggiungendo che “la comunità internazionale deve imporre un bando alle armi chimiche”. Il presidente Usa ha poi ribadito che i ribelli non hanno mai usato i gas e ha assicurato che “ci sono prove evidenti” delle responsabilità di Assad.
“Ci accusano di fare le guerre – ha detto ancora Obama – ma il vero pericolo è che gli Usa si disimpegnino. La nostra risposta non è stata all’altezza della sfida” in Siria. “Siamo pronti a scendere in campo a sostegno dei diritti umani. Ma non possiamo avere noi tutto il peso”, ha spiegato. Dopo aver sostenuto che “l’America è eccezionale per il suo tributo di sangue e il sacrificio per la libertà”, il presidente degli Stati Uniti ha auspicato, parlando del nodo Iran, che alle parole concilianti arrivate da Teheran “seguano anche le azioni”.
E ha poi sottolineato di voler risolvere i problemi del nucleare dell’Iran in modo diplomatico. Le divergenze fra Usa e Iran, ha ammesso, non possono essere risolte da un giorno all’altro, anche se Obama si è detto “incoraggiato” dalle parole più moderate e ha dichiarato: “Ci potrebbero essere basi per un accordo sul programma nucleare dell’Iran fondato sulle recenti dichiarazioni della leadership iraniana”.
Gli Stati Uniti sono impegnati in Medio Oriente per il lungo termine, ha poi affermato il presidente, sottolineando che gli Usa non scenderanno mai a compromessi nell’appoggiare Israele e la sua esistenza. Sull’Egitto ha dichiarato: “Abbiamo assunto la scelta di non appoggiare alcun fronte del conflitto”.
“Viviamo in un mondo dalle scelte imperfette – ha continuato -. La sovranità non può essere uno scudo per i tiranni per commettere gratuiti massacri”. Barack Obama ha quindi ricordato Martin Luther King, a cui ha reso omaggio il mese scorso per i 50 anni del discorso ‘I have a dream’, e l’insegnamento di Nelson Mandela, a cui ha fatto visita nei mesi scorsi, nella sua missione in Africa.