Roma, 9 settembre 2013, Nena News – Nel giorno in cui il leader spirituale della Fratellanza Musulmana viene rinviato a giudizio per omicidio, il capo delle Forze Armate e ministro della Difesa Al-Sisi prosegue nella sua trasformazione del regime egiziano.
Ieri il procuratore generale egiziano ha rinviato a giudizio Mohammed Badie ed altri 14 leader dei Fratelli Musulmani, arrestati dopo il colpo di Stato militare del 3 luglio. E se inizialmente l’accusa era quella di aver incitato all’omicidio, durante gli scontri di piazza tra sostenitori e oppositori dell’ex presidente Morsi, ora la situazione di aggrava: omicidio volontario e terrorismo, i reati per cui i vertici islamisti saranno processati.
A livello politico, mentre il governo del Cairo discute dello scioglimento della Fratellanza come organizzazione non governativa (status legale che si era auto-attribuita pochi mesi fa), ieri è stato anche il giorno della prima seduta della nuova Assemblea Costituente. Fuori i Fratelli Musulmani – che non la riconoscono legittima –, dentro i salafiti. Il partito Al-Nour ha infatti optato per la partecipazione al nuovo processo costituzionale, dando così un taglio all’alleanza con il movimento islamista.
Prosegue intanto la scalata di Al-Sisi. Si rincorrono le voci di una possibile candidatura del capo delle forze armate e ministro della Difesa, autore del golpe che ha rovesciato Morsi due mesi fa. A parlarne in televisione è stato l’ex premier Ahmed Shafiq: in un’intervista con l’emittente privata Dream, Shafiq – nominato premier nel gennaio 2011 dall’ex rais Mubarak per placare i manifestanti, e poi sconfitto alle presidenziali del 2012 – ha dichiarato che non correrà, ma appoggerà al-Sisi se il generale deciderà di presentarsi come nuovo capo di Stato.
“Tutto dipende da cosa Al-Sisi farà – ha detto Shafiq – Se si candiderà, avrà la priorità e io sarò uno dei suoi maggiori sostenitori”. Al-Sisi per ora nega, affermando di non volersi presentare come nuovo presidente dell’Egitto. Ma l’appoggio di un ex uomo di Mubarak, rafforza i dubbi espressi dalla Fratellanza secondo la quale il golpe sarebbe stato ordito per riportare al potere l’ex regime.
A ciò si aggiunge la nomina a presidente della nuova Assemblea Costituente di Amr Moussa, ex presidente della Lega Araba e stretto collaboratore di Hosni Mubarak, oltre che suo ministro degli Esteri per dieci anni. Nena News