Niente guerra ma un nuovo dialogo con l'Iran
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Niente guerra ma un nuovo dialogo con l'Iran

La crisi in Siria non ha bisogno di armi ma di diplomazia. L'Italia può svolgere un ruolo determinante nell'area se saprà rapportarsi a Tehran e cogliere la novità Rohani.

Niente guerra ma un nuovo dialogo con l'Iran
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3 Settembre 2013 - 18.38


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di Enrico Pianetta

Dopo il tempo degli interventi militari occidentali è ora il tempo della politica. È un bene che si facciano sentire i Parlamenti che sono l’espressione dalla sovranità popolare.

L’interventismo di Cameron è stato fermato dalla Camera dei Comuni inglese; auguriamoci che il Congresso degli Stati Uniti metta in atto una forte dose di moderazione e che Obama la utilizzi. Speriamo, inoltre, che Hollande, che è rimasto isolato, ascolti l’auspicata saggezza dell’Assemblea Nazionale francese.

In questo nuovo clima il Governo italiano, con il supporto delle Camere, può svolgere un ruolo di primo piano con forti iniziative politico-diplomatiche nell’area mediterranea e mediorientale. Inizi dunque con determinazione un costruttivo rapporto politico diplomatico e anche commerciale, a cominciare dall’Iran.

Questo Paese sembra non essere più espressione del fanatismo di Ahmadinejad animato dalla furia distruttiva verso Israele e l’Occidente, ma al tempo stesso si trova tremendamente isolato e subisce le negative conseguenze dell’embargo che determina forti difficoltà sociali.

La nuova leadership moderata di Rohani ha bisogno di allacciare rapporti politici e commerciali. L’Italia ha dovuto subire, suo malgrado, una notevole regressione della sua presenza nel Magreb e in Medio Oriente per l’eccessiva volontà di espansione politico-economica di alcuni paesi Occidentali.

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È dunque questo il momento di recuperare posizioni mettendo in atto una saggia politica estera in quell’area, ad iniziare dall’Iran, che oltre a farci recuperare posizioni economiche può far svolgere all’Italia un ruolo di moderazione politica di cui ha estremo bisogno l’area mediterranea e mediorientale.

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