La Cia: ecco le prove contro Assad
Top

La Cia: ecco le prove contro Assad

I servizi segreti americani ne sono sicuri: il presidente siriano usa armamenti proibiti dal diritto internazionale. Prove contro i lealisti.

La Cia: ecco le prove contro Assad
Preroll

Desk2 Modifica articolo

30 Agosto 2013 - 22.54


ATF

È “elevata la certezza”, e sono “molteplici le prove”, del fatto che il 21 agosto scorso “il governo siriano condusse l’attacco con armi chimiche contro elementi dell’opposizione alla periferia di Damasco”: così hanno sentenziato i servizi d’intelligence americani nel rapporto reso oggi di pubblico dominio dall’amministrazione di Washington per bocca [url”del segretario di Stato, John Kerry”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=48362&typeb=0&Kerry-non-ripeteremo-l-errore-Iraq[/url]. Nel documento, composto da quattro pagine, si indica il presidente Bashar al-Assad come colui che “assunse la decisione definitiva” di procedere al massacro con armamenti proibiti dal diritto internazionale.

Si esclude altresì la possibilità che la responsabilità possa essere dei ribelli: questi ultimi, infatti, in base alle valutazioni degli esperti americani non avrebbero avuto la capacità né di effettuare un’offensiva non convenzionale di tali proporzioni né di realizzare falsi filmati delle conseguenze, e nemmeno di fabbricare ad arte i sintomi fisici accusati dalle vittime, riscontrati e confermati dal personale sanitario.

Sulla paternità dell’attacco da parte delle forze lealiste sono stati raccolti “molteplici flussi di informazioni”, a partire da “tre giorni prima” dell’attacco: non solo informazioni “umane”, intendendosi per tali le testimonianze dei sopravvissuti e le stesse conseguenze organiche, ma anche “geo-spaziali” e “segnaletiche”, tra cui immagini satellitari, intercettazioni telefoniche e via Internet, anche di alti gerarchi. Inoltre, a esponenti governativi presenti nella zona colpita fu ordinato in anticipo di indossare maschere anti-gas.

In tre diversi ospedali della capitale furono ricoverati 3.600 pazienti con sintomi di esposizione ad agenti tossici, in particolare “nervini”: come ribadito tra l’altro da “un’organizzazione umanitaria internazionale” non identificata, ma definita “altamente credibile”.

Non solo. I servizi segreti Usa ritengono che la Siria custodisca vaste scorte di “numerosi agenti chimici”, tra cui “gas mostarda, sarin e Vx”, nonche’ svariate migliaia di munizioni su cui caricarli. La contaminazione da sarin, in particolare, e’ stata dimostrata da “analisi di laboratorio su campioni prelevati da numerosi individui”. Anche per tale ragione, sussiste la convinzione secondo cui nel corso del 2013, ben prima del 21 agosto, le forze lealiste abbiano sferrato “a più riprese” attacchi di natura analoga, sebbene su scala inferiore.

“Riteniamo”, è la conclusione, “che la frustrazione del regime per la propria incapacita’ di difendere vasti settori di Damasco possa aver contribuito alla decisione di ricorrere il 21 agosto alle armi chimiche”.

Native

Articoli correlati