Bambini soldato, la piaga continua
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Bambini soldato, la piaga continua

Secondo l'Unicef e altre organizzazioni almeno 300mila ragazzi sono utilizzati nelle guerre. Il caso limite in Somalia, dove combattono bambini di 9 anni.

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30 Luglio 2013 - 16.24


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Dopo oltre due decenni dal teorica adozione da parte dell’Onu della Convenzione dei diritti sui bambini, l’utilizzazione dei minori in scontri bellici, ossia le guerre, continua a essere una triste realtà. L’ultimo caso è quello della Repubblica democratica del Congo in cui l’Unicef ha denunciato che circa 2000 bambini sono utilizzati come soldati nel conflitto che è in corso nella parte est del Paese.

Attualmente si stima che almeno 300mila tra bambini e ragazzi, minori di 18 anni, combattono in circa 20 conflitti in atto. In questo senso l’organizzazione Child Soldiers International ha rilevato che l’Africa è il continente più critico. Tra gennaio 2010 e giugno 2012 migliaia di ragazzi sono stati utilizzati nei conflitti armati nella Repubblica Centroafricana, Costa d’Avorio, Chad, Congo, Libia, Ruanda, Somalia e Sudán.

Il caso peggiore riguarda la Somalia dove, secondo l’Unicef, in questo anno circa 600 bambini sono stati reclutati dalle diverse fazioni armate che combattano tra di loro. Questa abiezione non riguarda solo i ribelli islamisti di Al Shabab. Ma è lo stesso governo somalo che sta reclutando nelle sue file decine di soldati bambini alcuni dei quali hanno solo 9 anni.

Attualmente, gli Stati Uniti, la Somalia, il Sudàn e il Sud Sudàn sono gli unici paesi che non hanno ratificato la Convenzione sui Diritti dei bambini del 1989.

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