Sale a sette morti e più di 600 feriti il bilancio degli scontri tra i sostenitori e gli oppositori del presidente egiziano Mohamed Mursi, secondo fonti mediche e della sicurezza. Cinque vittime si sono registrate ad Assiut, Beni Suef e Fayoum, a sud del Cairo; due nell’assalto al quartier generale dei Fratelli Musulmani.
Una giornata drammatica, piena di tensione quella di ieri, dove milioni di persone sono scese in piazza per la più imponente manifestazione degli ultimi anni.
Il Fronte di salvezza nazionale ha esortato i manifestanti a restare in piazza “pacificamente” e a non collaborare con un governo “fallito”. In una nota il cartello delle opposizioni annuncia “a nome del popolo egiziano la fine del regime” e si dice fiducioso che “proteggerà la rivoluzione fino alla transizione pacifica del potere”.
Al Cairo, invece, alcune decine di migliaia di manifestanti sono ora davanti al palazzo presidenziale egiziano di Ittahadeya. Il viale antistante il palazzo è gremito di persone, man mano che arrivano le marce di protesta indette dal movimento dei ribelli Tamarrud per chiedere le dimissioni del presidente Mohamed Morsi. È stata assaltata la sede della Confraternita con lancio di bottiglie molotov contro
la facciata.
E sempre al Cairo le forze di sicurezza hanno arrestato 26 persone in un appartamento: erano in possesso di coltelli, canne di ferro, caschi e giubbotti anti proiettile.
22 milioni di firme contro Morsi – Ieri il gruppo giovanile Tamarod ha annunciato di avere raccolto 22 milioni di firme a sostegno della richiesta di dimissioni del presidente egiziano. I sostenitori di Morsi mettono in dubbio da tempo l’autenticità delle firme raccolte.