Stanno già affluendo al palazzo presidenziale di Ittahadeya centinaia di manifestanti per partecipare alla manifestazione, indetta dal movimento Tamarod (ribelli), per chiedere le dimissioni del presidente egiziano Mohammed Morsi. Sono otto i cortei che segneranno questa domenica.
Il palazzo è completamente blindato, un muraglione di blocchi di cemento è stato allestito lungo il muro di cinta per tenere lontano i manifestanti, che sopra ci hanno stesso un lunghissimo striscione con l’immagine della guida spirituale della fratellanza barrata con una X.
A piazza Tahrir, al Cairo, gli attivisti si stanno riunendo in diversi quartieri della città. I sostenitori di Morsi si stanno riunendo invece davanti alla moschea di Rabaa el adaweya. I manifestanti sfilano con le bandiere.
Morsi sfida la piazza: “Non me ne vado” – Morsi respinge l’ipotesi di elezioni anticipate e spiega che non tollererà alcuna deviazione dall’ordine costituzionale, perchè – ha argomentato – eventuali dimissioni anticipate metterebbero a rischio la legittimità dei suoi successori, innescando un circolo vizioso.
“Se mandassimo a casa qualcuno che ha ricevuto la legittimtà costituzionale, ebbene, ci sarebbero persone contrarie e oppositori anche del nuovo presidente, una settimana o un mese più tardi. E gli chiederebbero di farsi da parte”, ha dichiarato in un’intervista esclusiva al Guardian.
22 milioni di firme contro Morsi – Ieri il gruppo giovanile Tamarod ha annunciato di avere raccolto 22 milioni di firme a sostegno della richiesta di dimissioni del presidente egiziano. I sostenitori di Morsi mettono in dubbio da tempo l’autenticità delle firme raccolte.