La Corea del Nord boccia l’offerta di dialogo del segretario di Stato americano John Kerry perché è solo un gesto finalizzato «a ingannare il resto del mondo». Un vero colloquio, ha riportato l’agenzia ufficiale Kcna rilanciando i commenti di un portavoce del ministero degli Esteri, è possibile soltanto se c’è la capacità «di neutralizzare» le minacce nucleari di Washington, in base a «un rapporto reciproco e uguale derivante dal rispetto reciproco della sovranità»
«Noi non siamo contrari al dialogo, ma non sopporteremo mai di sederci a un tavolo umiliante con una controparte che brandisce l’arma nucleare conto di noi» ha aggiunto il portavoce.
Kerry, durante la sua missione in Estremo Oriente conclusasi ieri a Tokyo, ha più volte invitato al dialogo a fronte di passi concreti di Pyongyang sul fronte della denuclearizzazione della penisola coreana, definendo «un grave errore» l’ipotesi di un lancio di un missile da parte della Corea del Nord.
Il portavoce del ministero degli Esteri ha anche commentato l’innalzamento della tensione nella «logica auto-esplicativa» di uno Stato di autodifesa attraverso il rafforzamento della sua capacità nucleare contro le minacce fatte da Stati Uniti, che sono la prima potenza al mondo per armamenti atomici.
«A meno che gli Usa non arrestino le esercitazioni di guerra nucleare e ritirino le loro armi aggressive, continueremo a consolidare il nostro livello di difesa militare», ha concluso il portavoce.