Si combatte ancora nella Repubblica Democratica del Congo, dove l’avanzata dei ribelli del movimento M23, nonostante gli appelli dei paesi africani e dell’Unione europea, non si fermano.
L’M23 ha già conquistato Goma e Sake, causando un alto numero di vittime, rivelando anche una capacità di tenuta degli insorti superiore al previsto.
Nelle mani dei soldati dell’M23 ormai vi è quasi tutta la provincia del Nord Kivu, da tempo teatro di pesanti scontri. Nella zona inoltre sorgono 31 campi profughi gestiti dall’Alto commissariato per i rifugiati, con più di centomila congolesi privi di mezzi di sostentamento.
Contro l’avanzata dei ribelli si è svolta una manifestazione per le strade della capitale Kinshasa, animata in gran parte da donne, finora coloro che hanno pagato il prezzo più alto della violenza.
“Sono preoccupata per ciò che accade laggiù. Donne incinta sono rapite e violentate. E’ qualcosa che mi colpisce direttamente”
Unicef, Unhcr e Vis hanno espresso il timore di una nuova catastrofe umanitaria, per l’aumento del numero di sfollati interni, ma anche per le centinaia di bambini che, separati dai loro genitori, rischiano di venire arruolati dai gruppi armati.